ANALISI

BRICS a Nuova Delhi: il diritto internazionale nel testo, e chi non viene nominato

26 settembre 2026 — BRICS / Ucraina / Iran / Corte Penale Internazionale

Il contesto

Il 12 e 13 settembre 2026 i leader di undici Stati — quasi metà della popolazione mondiale, il 27,9% del PIL a valori nominali e il 41,0% in parità di potere d'acquisto (IMF, aprile 2026, calcolo nostro) — si sono riuniti a Nuova Delhi per il diciottesimo vertice dei BRICS. Hanno adottato per consenso la Dichiarazione di Nuova Delhi: 140 paragrafi, 45 pagine. Abbiamo letto il testo integrale, dal PDF ufficiale del governo indiano, e lo abbiamo cercato parola per parola.

Il metro di questa analisi è la coerenza del testo con se stesso: un documento collettivo che dichiara di difendere il diritto internazionale dovrebbe indicare gli autori delle violazioni con lo stesso criterio per tutti.

Cosa dice il testo

Il ¶7 riafferma l'impegno a difendere il diritto internazionale e la Carta dell'ONU nella loro interezza; il ¶22 condanna le misure coercitive unilaterali, comprese le sanzioni secondarie. Su Gaza (¶30-33) il testo è dettagliato: chiede il rispetto del diritto umanitario, condanna l'uso della fame come metodo di guerra e richiama i provvedimenti cautelari della Corte Internazionale di Giustizia nel caso Sudafrica contro Israele. Sul Libano (¶35) chiede a Israele di ritirare le proprie forze. Il ¶40 condanna un attentato preciso, quello del 22 aprile 2025 in Kashmir (26 morti), senza indicarne gli autori.

Dove non attribuisce, dove tace

Senza autori. Sul Medio Oriente (¶28-29) il testo chiede «massima moderazione» e definisce violazioni del diritto internazionale gli attacchi deliberati a infrastrutture civili e nucleari sotto salvaguardie AIEA, senza dire chi li abbia compiuti. Sul Sudan (¶37) chiede un cessate il fuoco senza indicare le parti; sugli attacchi ai caschi blu UNIFIL (¶36) chiede che i responsabili rispondano, senza nominarli; sulle «forze occupanti» in Siria (¶38) non dice quali. Dazi (¶21) ed embargo su Cuba (¶27) sono criticati senza nominare gli Stati Uniti.

Assenze. In nessuno dei 140 paragrafi compaiono l'Ucraina, gli Stati Uniti, la Corte penale internazionale o lo Statuto di Roma. Il testo di Rio 2025 conteneva almeno un richiamo alle posizioni nazionali dei membri sul conflitto in Ucraina; a Nuova Delhi anche quello è sparito (The Print; Outlook India). Il ¶132 promuove la cooperazione tra ministri della giustizia, presidenti di corti supreme e procure dei Paesi membri, senza menzionare la CPI. Nella sezione su pace e sicurezza (¶23-40) l'unico Stato chiamato in causa come parte è Israele; Russia e Iran compaiono altrove, per altri motivi (Consiglio di Sicurezza, ingresso nell'OMC, eventi e banca comune).

Perché. Iran ed Emirati sono su fronti opposti nel conflitto in Medio Oriente, e il consenso si è ottenuto separando le «posizioni nazionali» da quella del gruppo (¶28; Outlook India). Il 31 agosto l'esercito iraniano ha dichiarato di aver attaccato con droni la base emiratina di Al Minhad; gli Emirati hanno smentito che la base fosse stata presa di mira e hanno detto di aver intercettato un drone iraniano sulle proprie acque territoriali (Reuters; Jerusalem Post). Putin ha partecipato di persona: l'India non è parte dello Statuto di Roma e non ha obblighi di arresto in base al mandato della CPI, mentre a Rio 2025 aveva partecipato solo in collegamento (Observer Diplomat; Wikipedia).

Il testo contro due censimenti

Due censimenti stabili, pubblicati prima del vertice e slegati dalla cronaca: l'Emergency Watchlist 2026 dell'IRC (16 dicembre 2025) e il Conflict Index con la Watchlist 2026 di ACLED (11 dicembre 2025).

IRC, i 20 Paesi a maggior rischio di crisi umanitaria nel 2026. La dichiarazione ne tratta come crisi quattro: Sudan, Territori palestinesi, Libano e Siria. L'Etiopia, quarta nella lista e membro del blocco, compare tre volte ma mai come crisi (OMC, ICAO, COP32). Gli altri quindici non compaiono: Sud Sudan, Haiti, Myanmar, RD Congo, Mali, Burkina Faso, Afghanistan, Camerun, Ciad, Colombia, Niger, Nigeria, Somalia, Ucraina e Yemen.

ACLED, le 10 aree da tenere d'occhio nel 2026. Il testo tratta Medio Oriente, Siria e Sudan; tocca i Caraibi solo con Cuba, senza nominare gli Stati Uniti. Non compaiono Myanmar, Ecuador, Pakistan, Ucraina, Mar Rosso e Sahel. Per ACLED i tre luoghi più letali del 2025 sono Ucraina, Sudan e Palestina (la Palestina terza, dopo Ucraina e Sudan): dei tre, l'Ucraina è quello taciuto.

Cautele. Una dichiarazione di vertice non è un registro dei conflitti, e l'assenza di un Paese non dimostra una scelta. Il dato che pesa è un altro: tra i conflitti trattati, l'unico Stato chiamato in causa come parte è Israele.

Il test di simmetria

Nominare Israele non è l'oggetto della critica: ha basi giuridiche solide, nei provvedimenti della CIG e nelle risoluzioni ONU che il testo stesso richiama. Se lo stesso criterio di attribuzione fosse applicato a Russia, Iran e Stati Uniti, la disparità cadrebbe. Il test vale allo stesso modo per una dichiarazione occidentale che nominasse alcuni autori e ne tacesse altri.

Giudizio dell'editore, dichiarato come tale. Il testo è un compromesso fra membri in conflitto, e il silenzio è il prezzo del consenso. Un'omissione non dimostra che i governi approvino la condotta taciuta, né che la ignorino. Vale come documento di come il gruppo tratta il diritto internazionale quando l'imputato è un suo membro. Limite dichiarato: lo stesso test non è stato applicato a dichiarazioni occidentali comparabili, per esempio del G7 o dell'Unione europea; è materiale per un pezzo successivo, e finché manca la lettura resta a metà.

Commento giuridico

L'obbligo di cooperare con la CPI, arresti compresi, riguarda solo gli Stati parte dello Statuto di Roma. Tra gli undici membri sono due: Brasile (2002) e Sudafrica (2000). Egitto, Iran ed Emirati lo hanno firmato senza ratificarlo, la Russia ha ritirato la firma nel 2016, Cina, Etiopia, India, Indonesia e Arabia Saudita non l'hanno mai firmato. Per questo la presenza di Putin a Nuova Delhi, con un mandato pendente, non viola nessun obbligo indiano: la scelta della sede lo ha reso possibile.

Tutti gli undici sono parti dello Statuto della CIG in quanto membri dell'ONU, ma solo India (2019, con riserve), Egitto (1957, limitata al Canale di Suez) e Iran (2023, limitata alle immunità dello Stato) hanno accettato in anticipo la giurisdizione obbligatoria: una minoranza tra gli Stati del mondo, che comprende molte grandi potenze. Il caso Sudafrica contro Israele richiamato dal ¶33 si fonda invece su un trattato, la Convenzione sul genocidio. Il quadro Paese per Paese è nella voce BRICS.

Fonti: Dichiarazione di Nuova Delhi, testo ufficiale (governo indiano, 12/09/2026) · brics2026.gov.in — presidenza indiana · Al Jazeera, 13/09/2026 · The Print — nessuna menzione dell'Ucraina · Outlook India — Iran, Emirati, Russia e Cina sullo stesso testo · Observer Diplomat — Putin a Nuova Delhi · Wikipedia — vertice di Rio 2025 · Reuters via Times of Israel, 31/08/2026 · Jerusalem Post — smentita emiratina · IRC — Emergency Watchlist 2026 · ACLED — Conflict Index e Watchlist 2026 · IMF WEO aprile 2026, dati per Paese (StatisticsTimes) · CIG — dichiarazioni art. 36(2) · CFR — Statuto di Roma · Wikipedia — Stati parte dello Statuto di Roma

Nota di verifica: il testo della dichiarazione è stato letto per intero dal PDF ufficiale del governo indiano e cercato per parola; le affermazioni sulle assenze valgono per tutti i 140 paragrafi. Il totale della popolazione e la ricostruzione dello stato dello Statuto di Roma (da fonti secondarie, coerenti con CFR e con l'Assemblea degli Stati parte) restano da riscontrare sull'archivio dei trattati ONU. La percentuale del PIL è un nostro calcolo sui dati IMF; il sito ufficiale della presidenza indiana indica «40%» senza specificare la misura, valore che coincide con il PPP e non con il nominale.

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