I Will Not Look Away · Riferimenti
Latitanti della CPI
Le persone che la Corte penale internazionale cerca, e che nessuno ha ancora consegnato.
Ultimo controllo: 27 settembre 2026
Quando la Corte penale internazionale emette un mandato d'arresto, i giudici hanno già esaminato le prove del Procuratore. Hanno concluso che esistono «fondati motivi» per credere che quella persona abbia commesso genocidio, crimini contro l'umanità o crimini di guerra. Da quel momento, i 125 Stati che hanno aderito alla Corte sono obbligati ad arrestarla se mette piede sul loro territorio. La Corte, però, non ha una polizia: dipende interamente dalla volontà dei governi. Questa pagina elenca le persone per cui quella volontà, finora, è mancata.
Non abbiamo scelto noi i nomi. L'elenco è quello della Corte: presidenti e capi di milizia, russi e israeliani, talebani e sudanesi, libici e filippini. Proprio per questo è uno specchio della giustizia internazionale: mostra a chi si applica la regola, e quanto poco basti per sottrarvisi.
Come leggere questa pagina
- Ogni persona elencata è presunta innocente fino a una condanna definitiva (art. 66 dello Statuto di Roma). Un mandato non è una sentenza: è la decisione di processare.
- Elenchiamo solo i mandati resi pubblici dalla Corte. Altri possono esistere sotto segreto.
- Per ogni scheda indichiamo il documento pubblico disponibile: il testo del mandato, spesso con omissis, oppure solo un comunicato, quando i giudici tengono riservato il mandato per proteggere testimoni e indagini.
- La fonte primaria è la pagina «Defendants» della Corte. L'elenco cambia con ogni arresto, morte o revoca: la data dell'ultimo controllo è in alto.
1. Latitanti con mandato in vigore — 30 persone
Ucraina — Russia
Mandato del 17 marzo 2023. Crimini di guerra: deportazione e trasferimento illegale di bambini dai territori occupati dell'Ucraina.
Il 3 settembre 2024 è stato ricevuto in Mongolia, Stato parte, senza essere arrestato. Il 24 ottobre 2024 la Corte ha accertato l'inadempimento della Mongolia e ha deferito il caso all'Assemblea degli Stati parte.
Documento solo comunicato della Corte (mandato segreto)
Sul sito Due mandati, zero arresti · Quindici anni per un mandato · Manifesto sulla Federazione Russa
Mandato del 17 marzo 2023. Stessi crimini.
Documento solo comunicato della Corte (mandato segreto)
Sul sito Quindici anni per un mandato · Manifesto sulla Federazione Russa
Mandato del 5 marzo 2024. Attacchi contro infrastrutture elettriche civili ucraine: crimini di guerra e crimine contro l'umanità di atti inumani.
Mandato del 5 marzo 2024. Stessi crimini.
Mandato del 24 giugno 2024. Stessi crimini.
Mandato del 24 giugno 2024. Stessi crimini.
Palestina — Israele
Mandato del 21 novembre 2024. Crimine di guerra di uso della fame come metodo di guerra; crimini contro l'umanità di omicidio, persecuzione e altri atti inumani.
Dal 3 al 6 aprile 2025 è stato in visita in Ungheria, Stato parte, senza essere arrestato. Il 24 luglio 2025 la Corte ha accertato l'inadempimento ungherese e lo ha deferito all'Assemblea degli Stati parte. Il governo di allora aveva avviato l'uscita dalla Corte, ma il 29 maggio 2026 il nuovo governo l'ha revocata: l'Ungheria resta Stato parte.
Documento solo comunicato della Corte (mandato segreto)
Sul sito Due mandati, zero arresti · Un sindaco, un mandato d'arresto · Manifesto sullo Stato di Israele
Mandato del 21 novembre 2024. Stessi crimini.
Documento solo comunicato della Corte (mandato segreto)
Sul sito Due mandati, zero arresti · Manifesto sullo Stato di Israele
Un terzo mandato, per il capo militare di Hamas Mohammed Deif, è stato chiuso il 26 febbraio 2025 dopo la conferma della sua morte.
Afghanistan — talebani
Mandato dell'8 luglio 2025. Crimine contro l'umanità di persecuzione per motivi di genere.
Documento solo comunicato della Corte (mandato segreto)
Sul sito Afghanistan: la CPI accusa i vertici talebani · Il velo integrale e lo stato · Tre modi per cancellare una donna
Mandato dell'8 luglio 2025. Stesso crimine.
Documento solo comunicato della Corte (mandato segreto)
Sul sito Afghanistan: la CPI accusa i vertici talebani · Tre modi per cancellare una donna
Libia
Mandato del 18 gennaio 2025. Crimini contro l'umanità e crimini di guerra, tra cui omicidio, tortura, stupro e violenza sessuale, dal febbraio 2015 in poi.
Arrestato a Torino il 19 gennaio 2025, è stato rilasciato due giorni dopo per un vizio procedurale e riportato in Libia. Nell'ottobre 2025 la Corte ha accertato che l'Italia ha violato l'obbligo di cooperare, e nel gennaio 2026 l'ha deferita all'Assemblea degli Stati parte. In Libia è stato arrestato nel novembre 2025 e il 21 giugno 2026 un tribunale di Tripoli lo ha condannato a 7 anni e 4 mesi per torture a Mitiga. Ha contestato la competenza dell'Aia, sostenendo che il processo libico copre gli stessi fatti: la decisione è pendente e il mandato resta in vigore.
Documento comunicato della Corte
Mandato del 10 novembre 2020, reso pubblico l'8 agosto 2025. Crimini di guerra: esecuzioni di prigionieri a Bengasi (2016-2017).
Mandato del 6 aprile 2023. Crimini di guerra a Tarhuna (2015-2020), dove sono state scoperte fosse comuni.
Mandato del 18 luglio 2023. Stessi fatti.
Al Shaqaqi risulta arrestato in Libia, ma il suo stato attuale non è noto e non è stato consegnato alla Corte.
Sudan — Darfur
Mandato del 4 marzo 2009 e del 12 luglio 2010. Genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra in Darfur.
Ha viaggiato in diversi Stati parte, tra cui Ciad, Gibuti, Kenya, Malawi e Sudafrica, senza essere arrestato.
Documento pagina della Corte sulla situazione in Darfur
Sul sito Sudan: l'offensiva su El-Obeid · Glossario: la Corte penale internazionale
Mandato del 27 aprile 2007. Crimini contro l'umanità e crimini di guerra in Darfur.
Mandato del 1° marzo 2012. Crimini contro l'umanità e crimini di guerra in Darfur.
Georgia — Ossezia del Sud, 2008
Mandato del 24 giugno 2022. Crimini di guerra di detenzione illegale, tortura e trattamenti inumani, oltraggi alla dignità personale, presa di ostaggi e trasferimento illegale di civili, commessi dall'8 al 27 agosto 2008 contro almeno 171 civili georgiani.
Documento testo dei mandati con omissis, dal comunicato della Corte
Mandato del 24 giugno 2022. Presa di ostaggi e trasferimento illegale di civili.
Documento testo dei mandati con omissis, dal comunicato della Corte
Uganda
Mandato dell'8 luglio 2005. Crimini contro l'umanità e crimini di guerra, tra cui rapimento di bambini, schiavitù sessuale e omicidi.
Nel novembre 2025 la Corte ha confermato le accuse in sua assenza; il processo non può però iniziare senza di lui.
Documento testo del mandato con omissis
Sul sito Glossario: la Corte penale internazionale
Mali
Mandato del 18 luglio 2017, reso pubblico nel 2024. Crimini contro l'umanità e crimini di guerra a Timbuctù (2012-2013).
Documento testo del mandato con omissis
Repubblica Centrafricana
Mandato del 7 gennaio 2019, reso pubblico il 28 luglio 2022. Crimini contro l'umanità e crimini di guerra: detenzione, tortura, persecuzione, sparizioni forzate e trattamenti crudeli nei centri di detenzione del regime (2013).
Secondo Human Rights Watch si muove tra Ciad e Sudan.
Documento testo del mandato con omissis
Filippine
Mandato del 6 novembre 2025, reso pubblico l'11 maggio 2026. Crimine contro l'umanità di omicidio nella «guerra alla droga», con almeno 32 vittime tra luglio 2016 e aprile 2018.
Nel maggio 2026 si è sottratto all'arresto restando per giorni nella sede del Senato, che ha poi lasciato. Le Filippine sono uscite dalla Corte nel 2019, ma la Corte ha confermato la propria giurisdizione sui fatti precedenti. Il suo superiore, l'ex presidente Rodrigo Duterte, è stato consegnato all'Aia nel marzo 2025 e il 23 aprile 2026 è stato rinviato a giudizio.
Kenya — reati contro l'amministrazione della giustizia
Mandato del 2 agosto 2013 e del 10 marzo 2015. Reati contro l'amministrazione della giustizia nei processi sulle violenze post-elettorali del 2007-2008.
Casi incerti, non contati nel totale
Mandato del 27 giugno 2011. Crimini contro l'umanità di omicidio e persecuzione (2011).
Ucciso a Zintan il 3 febbraio 2026. La scheda della Corte non risulta ancora aggiornata e il procedimento non è stato formalmente chiuso.
Documento scheda della Corte
Mandato del 13 luglio 2012. Crimini di guerra nel Kivu (2009-2010).
Secondo le notizie di stampa è stato ucciso nel settembre 2019. Non abbiamo trovato una decisione della Corte che chiuda il procedimento.
Quando gli Stati collaborano
Non tutti i mandati restano sulla carta. Ali Kushayb, capo miliziano del Darfur, è stato consegnato nel 2020 e condannato a 20 anni nel dicembre 2025. Il libico Khaled El Hishri, arrestato in Germania, è stato consegnato nel dicembre 2025 e il suo processo si aprirà nel maggio 2027. Mahamat Said Abdel Kani, comandante Séléka, è stato condannato nel settembre 2026. Il mandato contro Abdallah Banda (Darfur) è stato invece revocato il 23 luglio 2026, dopo il ritiro delle accuse.
2. Richieste di mandato in attesa di decisione
Il Procuratore può chiedere ai giudici di emettere un mandato. Finché i giudici non decidono, la persona non è formalmente incriminata. Elenchiamo solo le richieste che la Procura ha annunciato pubblicamente.
Richiesta del 27 novembre 2024. Crimini contro l'umanità di deportazione e persecuzione dei rohingya (agosto-dicembre 2017). In attesa di decisione da quasi due anni.
Documento dichiarazione del Procuratore
Sul sito La CIG sul genocidio dei rohingya
Perché riguarda anche l'Italia
L'Italia ha ratificato lo Statuto di Roma nel 1999, ma non ha mai introdotto nel proprio codice penale l'insieme dei crimini che la Corte giudica. La legge 237 del 2012 regola solo la cooperazione con l'Aia. Nel marzo 2023 il governo ha approvato un disegno di legge che introduceva il crimine di aggressione ed estendeva i crimini di guerra, rinviando i crimini contro l'umanità a un testo successivo; da allora non è andato avanti. Nel luglio 2025 è stata presentata alla Camera una proposta più completa (AC 2522, prima firmataria Laura Boldrini), assegnata alla Commissione Giustizia. Il caso Almasri mostra cosa significa in concreto: un ricercato arrestato sul nostro territorio e rimandato a casa.