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GLOSSARIO

Myanmar: i popoli, la storia, chi combatte e perché

Aggiornato al 22 ottobre 2026

Le notizie sul Myanmar parlano di giunta, di ribelli, di rohingya, ma raramente spiegano chi sono questi popoli, da dove nasce la guerra e chi ci guadagna. Questa scheda raccoglie il contesto essenziale. È aggiornabile: ogni modifica è registrata in fondo, con data e fonte.

In sintesi

Terra e popoli

Il Myanmar ha la forma di un ferro di cavallo. Al centro c'è una grande pianura lungo il fiume Irrawaddy, abitata dalla maggioranza; tutto intorno, verso Bangladesh, India, Cina, Laos e Thailandia, ci sono montagne abitate dalle minoranze. Questa geografia spiega buona parte della storia: il centro governa, le periferie resistono.

BamarKachinChinRakhineShanKarenniKarenMonRohingyaWaKokangTa'angIndiaBangladeshCinaLaosThailandiaGolfo del BengalaMare delle AndamaneNaypyidawYangonMandalayKyaukphyuLashioStati (popoli di minoranza)Regioni (maggioranza bamar)
Gli Stati in rosso portano il nome di un popolo, ma sono abitati anche da altri; nelle regioni vivono soprattutto i bamar. I nomi in corsivo con il punto rosso segnano dove vivono i popoli più piccoli citati nella scheda. Il quadrato indica la capitale. Confini: Natural Earth.

Un'avvertenza sui numeri. Nel 2014 il Myanmar ha fatto il suo primo censimento dopo trent'anni. Quasi tutti i risultati sono stati pubblicati nel 2015, con una popolazione di oltre 51 milioni, e i dati sulla religione nel 2016. Quelli sulle etnie, invece, non sono mai stati resi pubblici (The Irrawaddy); anche l'ONU, chiudendo il progetto, ha ricordato che erano l'ultimo dato ancora riservato (ONU Myanmar). Il tema è politico: alcuni sostengono che, contando tutte le minoranze, i bamar potrebbero non essere la maggioranza assoluta. Per questo le cifre che seguono sono di tre tipi, sempre indicati:

La popolazione totale stimata oggi è di circa 54 milioni (Freedom House).

Religione (censimento 2014, dati pubblicati nel 2016): buddisti circa 88%, cristiani 6%, musulmani 4%. Il censimento non ha contato gran parte dei rohingya, quindi la quota musulmana reale è più alta.

Risorse: giada, rubini, oro, terre rare, gas naturale, petrolio, legname, stagno. Il Myanmar è anche la principale fonte conosciuta di oppio illegale al mondo: nel 2025 le coltivazioni sono salite a 53.100 ettari, il livello più alto da dieci anni, secondo l'ufficio ONU contro la droga e il crimine, l'UNODC (Anadolu).

Storia breve

Prima della colonizzazione. Nella regione si alternano per secoli regni diversi: birmani, mon, shan, arakanesi. Il primo grande regno birmano, Pagan, nasce nell'XI secolo. Nel Settecento la dinastia birmana Konbaung conquista i mon (1757) e l'Arakan (1784) e si spinge fino ad Assam e Manipur, in India. È lì che si scontra con l'Impero britannico.

La colonizzazione britannica (1824-1948). I britannici conquistano il Paese in tre guerre, tra il 1824 e il 1885, e lo amministrano come provincia dell'India britannica fino al 1937 (CIA). Due scelte coloniali pesano ancora oggi:

Poiché la Birmania è una provincia dell'India, arrivano anche centinaia di migliaia di lavoratori e commercianti dal resto dell'impero, compresi musulmani del Bengala nell'Arakan. Allora era un movimento interno; oggi il governo lo considera immigrazione illegale (HRW). È una delle radici della disputa sui rohingya (vedi «Da dove nasce il conflitto»).

La guerra e l'indipendenza (1942-1948). Nel 1942 il Giappone invade la Birmania. Il giovane nazionalista Aung San, padre di Aung San Suu Kyi, combatte prima con i giapponesi e poi, nel 1945, passa con gli Alleati. Molti karen restano invece fedeli ai britannici, e tra le due parti ci sono massacri. Nel febbraio 1947, a Panglong, Aung San firma con i leader shan, kachin e chin un accordo per un'unione federale. A luglio viene assassinato. L'indipendenza arriva il 4 gennaio 1948, ma la promessa federale di Panglong non viene mantenuta: entro un anno karen, comunisti e altri gruppi prendono le armi.

I militari al potere (1962-2011). Nel 1962 il generale Ne Win prende il potere con un colpo di Stato e governa per 26 anni con un regime militare e isolazionista, la «via birmana al socialismo». Nel 1988 una rivolta popolare viene repressa nel sangue; emerge Aung San Suu Kyi. Nel 1990 il suo partito, la Lega nazionale per la democrazia (NLD), vince le elezioni, ma i militari non le riconoscono. Sotto quella giunta lei passa in tutto 15 anni agli arresti domiciliari (Daily Mirror, da Reuters). Nel 2007 la «rivoluzione zafferano» dei monaci viene repressa. Nel 2008 i militari fanno approvare una Costituzione che riserva loro un quarto dei seggi in Parlamento, e quindi il potere di bloccare ogni modifica, e i ministeri di Difesa, Interni e Confini.

La parentesi civile (2011-2021). Dal 2011 un governo guidato da ex militari avvia aperture economiche e politiche. Nel 2015 la NLD vince le elezioni e Aung San Suu Kyi diventa di fatto capo del governo, ma l'esercito conserva il controllo della sicurezza. Nell'agosto 2017, dopo attacchi di un gruppo armato rohingya (ARSA) contro posti di polizia, l'esercito lancia «operazioni di sgombero» nel nord del Rakhine: oltre 700.000 rohingya fuggono in Bangladesh. Nel 2019 Aung San Suu Kyi difende il suo Paese davanti alla CIG, e la sua immagine internazionale crolla.

Il colpo di Stato e la guerra civile (dal 2021). Il 1° febbraio 2021, dopo una nuova vittoria della NLD, il comandante Min Aung Hlaing prende il potere. Le proteste pacifiche vengono represse; molti giovani bamar fuggono nelle zone delle minoranze e prendono le armi. Per la prima volta bamar e minoranze combattono dalla stessa parte. Nell'ottobre 2023 tre gruppi armati (kokang, ta'ang e Arakan Army) lanciano l'«Operazione 1027» e conquistano decine di città. Nel 2024-25 l'esercito perde gran parte delle frontiere. Il 28 marzo 2025 un terremoto di magnitudo 7,7 colpisce il centro del Paese, vicino a Mandalay: il bilancio ufficiale è di 3.768 morti (ReliefWeb).

Le elezioni e la presidenza (2025-2026). Tra dicembre 2025 e gennaio 2026 la giunta organizza elezioni senza la NLD, che aveva sciolto nel 2023, e senza voto in molte zone di guerra. Vince in modo schiacciante il partito dei militari, l'USDP. Il 3 aprile 2026 il nuovo Parlamento elegge presidente Min Aung Hlaing, con 429 voti su 584; il comando dell'esercito passa al generale Ye Win Oo, ex capo dell'intelligence (Al Jazeera; CNBC). Il 30 aprile la giunta annuncia che Aung San Suu Kyi sconterà il resto della pena agli arresti domiciliari. Il figlio dice di non avere prove che sia viva, e nessuno ha potuto verificarlo (Il Post; Daily Ittefaq, da BBC).

Chi governa e come

Formalmente il Myanmar è oggi una repubblica presidenziale con un Parlamento eletto. Di fatto il potere resta ai militari: il presidente è l'ex capo della giunta, un quarto dei seggi è riservato per Costituzione all'esercito e il blocco filomilitare ha quasi il 90% dei seggi, secondo l'emittente pubblica indiana (All India Radio). Dei 30 ministri del nuovo governo, 28 sono generali in servizio o in congedo, deputati del partito dei militari o membri della giunta precedente (stessa fonte).

Due istituti indipendenti, di due Paesi diversi, arrivano alla stessa conclusione:

I governi occidentali e molti osservatori hanno criticato le elezioni come non libere (CNBC). La Cina si è invece congratulata subito con il nuovo presidente (Al Jazeera).

Chi è chi

ChiChi lo guidaPosizione
Presidenza e governo (Naypyidaw, la capitale costruita dai militari)Min Aung Hlaing, presidente dal 10 aprile 2026, già capo della giuntaIl potere centrale. La Cina lo sostiene; per i governi occidentali le elezioni che lo hanno portato alla presidenza non sono state libere
Forze armate (Tatmadaw)Gen. Ye Win Oo, comandante in capo dalla fine di marzo 2026Combattono su quasi tutti i fronti. Dal 4 settembre 2026 sono all'offensiva per riprendere il Rakhine, finora senza guadagni di territorio (ISP-Myanmar)
USDP (Partito dell'unione, della solidarietà e dello sviluppo)Khin Yi, ex capo della polizia, presidente del partito dal 2022 (The Irrawaddy)Il partito dei militari, vincitore delle elezioni 2025-26
NLD (Lega nazionale per la democrazia)Aung San Suu Kyi, detenutaHa vinto le elezioni del 1990, del 2015 e del 2020; sciolta dalla giunta nel 2023
Governo di unità nazionale (NUG), in clandestinità e all'esteroDuwa Lashi La, presidente ad interim (Moemaka, 27/9/2026)Il governo ombra nato nel 2021 da deputati eletti, NLD e minoranze. Non riconosce le elezioni della giunta
Forze di difesa popolare (PDF)Coordinate in parte dal NUGMilizie nate dopo il golpe, soprattutto bamar, nel centro del Paese (Sagaing, Magway)
Arakan Army (AA), Stato RakhineTwan Mrat Naing, comandante in capo e cofondatore (Jamestown)Esercito dell'etnia rakhine. Controlla 14 dei 17 comuni del Rakhine, il 92,6% del territorio, e Paletwa nello Stato Chin (ISP-Myanmar). Non è alleato del NUG. Accusato di abusi contro i rohingya, che nega
KIA (Esercito per l'indipendenza kachin), LaizaN'Ban La, presidente dell'organizzazione politica KIO (BNI, 11/8/2026)Combatte dal 1961 per l'autonomia kachin. Dal 2024 controlla le miniere di terre rare. Vicino al NUG
KNU (Unione nazionale karen)Saw Kwe Htoo Win, presidente dal 2023 (ISP-Myanmar)La più antica insurrezione del Paese (1949); dopo il golpe ha lasciato i negoziati e si coordina con il NUG
MNDAA (kokang), LaukkaiPeng Daxun, comandante in capo (ISP-Myanmar)Ha conquistato Lashio, la principale città del nord, nell'agosto 2024. Sotto pressione cinese l'ha restituita all'esercito nell'aprile 2025 (RFA). Nel settembre 2026 ha avuto i primi colloqui con il governo nella capitale (Crisis Group)
TNLA (ta'ang)Tar Aik Bong, presidente (ISP-Myanmar)Dopo una tregua mediata dalla Cina ha restituito all'esercito Mogok e Momeik (fine 2025); nel marzo 2026 ha perso Kutkai contro l'ex alleato MNDAA; ad aprile 2026 ha salutato il nuovo governo (stessa fonte)
UWSA (wa), PanghsangBao Youxiang (The Irrawaddy, 6/4/2026)L'esercito non statale più grande; non combatte contro la giunta e ha stretti legami con la Cina
ARSA e altri gruppi rohingyaIl capo dell'ARSA, Ataullah, è stato arrestato in Bangladesh il 18 marzo 2025 (RFA)Piccoli gruppi armati. Nel 2024 hanno combattuto a fianco dell'esercito contro l'Arakan Army, e secondo Human Rights Watch hanno aiutato a reclutare con la forza giovani rohingya (HRW)

Da dove nasce il conflitto

Usiamo i quattro livelli del nostro pezzo «Le guerre del mondo sono "musulmane"?».

Il terreno: un Paese disegnato da altri. I confini del Myanmar sono quelli tracciati dai britannici, che hanno riunito in un solo Stato regni e popoli che non avevano mai avuto un governo comune. Le montagne di confine, ricche di giada, legname e oppio, sono sempre state difficili da controllare, e chi controlla le risorse può pagare un esercito. Dopo l'indipendenza nessun governo è riuscito a costruire lo Stato federale promesso a Panglong.

Questo non assolve i governi successivi. I colonizzatori hanno lasciato il terreno, ma la scelta di governare con l'esercito, negare l'autonomia alle minoranze e togliere la cittadinanza ai rohingya è stata presa a Rangoon e a Naypyidaw, dopo il 1948.

La scintilla: il golpe del 2021. Le guerre di confine esistevano da settant'anni. Il colpo di Stato le ha trasformate in una guerra nazionale, perché per la prima volta si sono ribellati anche i bamar della pianura.

La bandiera: il nazionalismo buddista-birmano. La giunta presenta la propria guerra come difesa dell'unità del Paese e del buddismo. Il caso più estremo è quello dei rohingya. Per la giunta e per molti birmani sono immigrati bengalesi arrivati in epoca coloniale; i rohingya rispondono di vivere in Arakan da secoli. Le fonti storiche danno ragione in parte a entrambi: commercianti musulmani sono presenti sulla costa dell'Arakan dall'VIII secolo, e nel Quattrocento i re buddisti dell'Arakan avevano funzionari musulmani a corte; poi, durante il dominio britannico, è arrivata una forte immigrazione dal Bengala (HRW). Nessuna delle due storie giustifica la negazione della cittadinanza a persone nate nel Paese.

Il moltiplicatore esterno: armi, protezione e affari. Una guerra di questa durata non si combatte senza rifornimenti. La sezione seguente documenta chi vende armi, chi compra risorse e chi protegge la giunta all'ONU.

A chi giova

Documentiamo interessi dichiarati o verificabili, non moventi. Se un attore nega, lo diciamo.

La giunta e i suoi conglomerati. Le forze armate controllano due grandi gruppi economici, MEHL e MEC, attivi nelle miniere, nelle banche e nelle costruzioni. Stati Uniti e Regno Unito li hanno sanzionati tra marzo e aprile 2021, il Canada già dal 2007 (Gibson Dunn), l'Unione Europea il 19 aprile 2021 (GlobalSecurity, da comunicato UE). Per i militari la guerra è anche difesa di un patrimonio.

La Cina è il principale alleato della giunta. I suoi interessi documentati:

La Cina però parla con tutte le parti, e quando serve fa pressione anche sui ribelli. Nel novembre 2024, secondo The Irrawaddy, ha trattenuto a Kunming il capo dei kokang, Peng Daxun, per convincerlo a lasciare Lashio; Pechino ha detto che era in Cina per cure mediche (The Irrawaddy). Nell'aprile 2025 la città è tornata all'esercito, con osservatori cinesi presenti al passaggio (RFA).

La Russia è il primo fornitore di armi. Secondo il relatore speciale dell'ONU Tom Andrews, tra febbraio 2021 e dicembre 2022 la giunta ha importato armi e materiali per almeno un miliardo di dollari: 406 milioni da entità russe, compresa l'agenzia statale Rosoboronexport (caccia Su-30 e MiG-29); 267 milioni dalla Cina; 254 milioni da entità con sede a Singapore; 51 milioni dall'India; 28 milioni dalla Thailandia (The Irrawaddy; ONU). Andrews precisa di non avere prove che i governi di Singapore e Thailandia abbiano approvato quei trasferimenti, a differenza di Russia, Cina e in misura minore India. I relatori speciali sono esperti indipendenti e non parlano a nome dell'ONU.

L'India ha costruito il porto di Sittwe, nel Rakhine, come parte del progetto Kaladan, una via commerciale verso i suoi Stati del nord-est. Dal 2024 il porto è fermo per i combattimenti, e la via passa per zone controllate dall'Arakan Army (BNI). L'India cerca anche accesso alle terre rare kachin: secondo Reuters, nel 2024 ha mandato funzionari di un'azienda statale nelle zone del KIA (Reuters, via Mining.com).

La Thailandia compra gran parte del gas birmano: circa il 70% di quello del giacimento di Yadana va alla società thailandese PTT (Oil & Gas Journal). Ospita inoltre centinaia di migliaia di profughi e lavoratori birmani.

Gli Stati Uniti e l'Europa. Hanno sanzionato la giunta e i suoi conglomerati. Nel gennaio 2022 la francese TotalEnergies e l'americana Chevron hanno annunciato l'uscita dal giacimento di Yadana, citando il peggioramento dei diritti umani (stessa fonte). Secondo Geopolitical Monitor, all'amministrazione Trump sono arrivate proposte per accedere alle terre rare birmane, anche trattando con la giunta o con il KIA (Geopolitical Monitor): è un interesse da seguire. Per simmetria: l'Occidente ha dato al Myanmar molta meno attenzione e molti meno aiuti che ad altre crisi. Il piano umanitario dell'ONU per il 2026 punta ad aiutare 4,9 milioni di persone, il 27% in meno dell'anno prima, per mancanza di fondi (OCHA); le persone che hanno bisogno di aiuto sono oltre 16 milioni (OCHA, luglio 2026).

I gruppi armati. Anche le milizie si finanziano con le risorse: tasse sulla strada commerciale verso la Cina (almeno 40 posti di pedaggio e controllo, ISP-Myanmar), giada, oro nel Sagaing e terre rare. Lungo i confini sono cresciuti i centri di truffe online, gestiti da clan locali legati alle milizie filogovernative. La Cina ha cominciato a perseguirli: nel gennaio 2026 ha giustiziato 11 membri della famiglia Ming, che gestiva centri di truffa nella regione kokang (CNN, via ABC17).

Chi interviene da fuori

Il costo umano. Secondo l'Associazione per l'assistenza ai prigionieri politici (AAPP), un'organizzazione birmana vicina all'opposizione che conta solo i casi verificati, dal golpe la giunta e le milizie alleate hanno ucciso almeno 8.211 persone, al 28 luglio 2026 (AAPP); oltre 22.000 persone sono detenute per motivi politici (AAPP). Il conteggio non comprende i combattenti né le vittime degli altri gruppi armati. Gli sfollati interni sono quasi 3,8 milioni, il numero più alto mai registrato nel Paese (UNICEF).

Diritto internazionale

I trattati. Secondo le banche dati sui trattati (HRL Minnesota; Guide du droit humanitaire), il Myanmar:

Il caso alla CIG (Gambia contro Myanmar). L'11 novembre 2019 la Gambia, su mandato dell'Organizzazione della cooperazione islamica (OCI), ha accusato il Myanmar di violare la Convenzione sul genocidio contro i rohingya. Le tappe:

La CIG giudica gli Stati, non le persone: una condanna non porterebbe nessuno in carcere, ma obbligherebbe il Myanmar a riparare e a punire i responsabili. Che cosa deve decidere la Corte, e che cosa può ordinare, lo spieghiamo in «Rohingya, la sentenza che non arriva».

**La Corte penale internazionale.** Il Myanmar non ne fa parte, ma il Bangladesh sì. I giudici hanno stabilito che la CPI può giudicare i crimini iniziati in Myanmar e completati in Bangladesh, come la deportazione (FIDH). Il 27 novembre 2024 il procuratore ha chiesto un mandato d'arresto per Min Aung Hlaing per deportazione e persecuzione dei rohingya nel 2017 (ONU Ginevra). Al 22 ottobre 2026 i giudici non hanno ancora deciso, con un ritardo che diverse organizzazioni e giuristi giudicano insolito (CSW; Opinio Juris). La Corte ha precisato che la nuova carica di presidente non gli dà immunità (DVB). Il caso è nella nostra pagina Latitanti della CPI.

La giurisdizione universale. Nel febbraio 2025 un tribunale federale argentino ha emesso mandati d'arresto internazionali per Min Aung Hlaing e altri, per genocidio e crimini contro l'umanità (DVB). La giurisdizione universale permette a uno Stato di giudicare i crimini più gravi ovunque siano commessi.

Le responsabilità degli altri. Il diritto internazionale non riguarda solo la giunta:

Cronologia

AnnoFatto
XI sec.Regno di Pagan, primo grande Stato birmano
1757 · 1784I birmani conquistano il regno mon e l'Arakan
1824-1885Tre guerre anglo-birmane; la Birmania diventa provincia dell'India britannica
1937Separazione dall'India
1942-45Occupazione giapponese
1947Accordo di Panglong; assassinio di Aung San
1948Indipendenza (4 gennaio)
1949Inizia l'insurrezione karen
1962Colpo di Stato di Ne Win
1982Legge sulla cittadinanza: i rohingya diventano apolidi
1988Rivolta popolare repressa
1990La NLD vince le elezioni, i militari non le riconoscono
2008Nuova Costituzione: un quarto dei seggi all'esercito
2015La NLD vince le elezioni
2017Oltre 700.000 rohingya fuggono in Bangladesh
2019La Gambia porta il Myanmar davanti alla CIG
2021Colpo di Stato (1° febbraio); nasce il NUG
2022Risoluzione 2669 del Consiglio di sicurezza
2023Operazione 1027; la NLD viene sciolta
2024I kokang prendono Lashio (agosto); richiesta di mandato CPI per Min Aung Hlaing (27 novembre)
2025Mandati argentini (febbraio); terremoto (28 marzo); Lashio torna all'esercito (aprile); elezioni (da dicembre)
2026Udienze CIG (gennaio); Min Aung Hlaing presidente (aprile); offensiva dell'esercito sul Rakhine (settembre)

Registro delle modifiche

Fonti: The Irrawaddy · ONU Myanmar · CIA · UNFPA · Freedom House · Daily Observer, su dati UNHCR · HRW · HRW · Reuters, via Mining.com · Anadolu · Daily Mirror, da Reuters · ReliefWeb · Al Jazeera · CNBC · Il Post · Daily Ittefaq, da BBC · All India Radio · Freedom House · V-Dem · ISP-Myanmar · The Irrawaddy · Moemaka, 27/9/2026 · Jamestown · ISP-Myanmar · BNI, 11/8/2026 · ISP-Myanmar · ISP-Myanmar · RFA · Crisis Group · ISP-Myanmar · The Irrawaddy, 6/4/2026 · RFA · Gibson Dunn · GlobalSecurity, da comunicato UE · GlobalSecurity · Geopolitical Monitor · The Irrawaddy · The Irrawaddy · ONU · BNI · Oil & Gas Journal · OCHA · OCHA, luglio 2026 · CNN, via ABC17 · Malay Mail · Newcastle Herald, da AAP · ONU · The Star, da AFP · AAPP · AAPP · UNICEF · HRL Minnesota · Guide du droit humanitaire · CIG · CIG · FIDH · ONU Ginevra · CSW · Opinio Juris · DVB · Bangkok Post

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