ANALISI
Dopo il 2022: che cosa ha scelto l'Europa e quanto le è costato
17 ottobre 2026 — Europa
Serie «Le scelte dell'Europa» · 5 di 6
In sintesi
- Dal 2022 l'Unione ha approvato 22 pacchetti di sanzioni contro la Russia; l'ultimo, il 12 ottobre 2026, colpisce 1.569 aziende e dirigenti dell'industria militare.
- Nel 2025, con gli aiuti americani quasi azzerati, l'Europa ha dato a Kiev circa 29 miliardi di euro in armi e 39 miliardi in aiuti finanziari e umanitari. Per il 2026-27 c'è un prestito UE da 90 miliardi.
- I costi: inflazione al 10,6% nell'ottobre 2022, 540 miliardi di aiuti pubblici contro il caro energia, la produzione delle industrie energivore tedesche giù del 15,2%.
- Nel frattempo l'Europa ha accettato dazi americani del 15% sulle proprie merci, togliendo i suoi su quelle industriali americane.
- Le trattative per la pace le guidano gli Stati Uniti. Gli europei vengono consultati, ma non conducono; Mosca, per ora, non vuole trattare. Al vertice del 16 ottobre 2026 i 27 hanno criticato Washington per lo stop alle sanzioni sul gasolio russo, ma non hanno proposto un'iniziativa di pace propria.
- Kiev ha ricevuto decine di miliardi mentre esplodeva uno scandalo di corruzione da circa 100 milioni di dollari nel settore energetico.
Perché questo pezzo
Il pezzo precedente si fermava al 24 febbraio 2022. Qui guardiamo che cosa ha deciso l'Europa dopo l'invasione, quanto è costato e che peso le ha dato. La Carta dell'ONU vieta l'aggressione, riconosce il diritto di difendersi e chiede a tutti, prima di ogni altra cosa, di cercare una soluzione pacifica. La domanda è quale di queste strade l'Europa abbia scelto, e chi ne raccolga i frutti.
Le scelte, una per una
| Scelta | Che cosa | Chi si è sfilato |
|---|---|---|
| Sanzioni | 22 pacchetti; quasi 4.600 persone ed entità colpite | nessuno: ogni pacchetto richiede l'unanimità |
| Soldi a Kiev | prestito UE da 90 miliardi per il 2026-27, finanziato con debito comune | Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca non partecipano |
| Riarmo | obiettivo NATO del 5% del PIL entro il 2035; prestiti UE SAFE da 150 miliardi | la Spagna si ferma al 2,1%; la Germania non usa SAFE |
| Profughi | protezione temporanea per 4,43 milioni di ucraini, prorogata fino a marzo 2028 | nessuno |
| Adesione dell'Ucraina | quattro capitoli dei negoziati su sei aperti tra giugno e ottobre 2026 | il nuovo governo ungherese vuole un referendum |
| Dazi con gli USA | 15% sulle merci europee; zero dazi su quelle industriali americane | — |
Fonti: Consiglio dell'UE, 12/10/2026; AP, 19/12/2025; Eunews, 23/6/2025; Grosswald, monitoraggio SAFE; Eurostat via Eunews, 10/9/2026; Euronews, 10/7/2026; Consiglio europeo, conclusioni del 16/10/2026.
La diplomazia mancata
Nelle prime settimane della guerra si è trattato davvero. A fine marzo 2022, a Istanbul, le delegazioni di Mosca e Kiev hanno concordato un comunicato: neutralità dell'Ucraina, senza armi nucleari né basi straniere, in cambio di garanzie di sicurezza da parte delle grandi potenze. A maggio i colloqui si erano già interrotti. Perché, è ancora discusso: pesarono la scoperta delle uccisioni di civili a Bucha, la riluttanza dei Paesi occidentali a dare garanzie vincolanti, le richieste russe su Crimea e forze armate ucraine. La tesi che a fermarli sia stato il premier britannico Johnson, in visita a Kiev il 9 aprile, è sostenuta da alcuni e contestata da altri (Foreign Affairs, 16/4/2024; The National Interest).
Dopo il 2022 l'Unione non ha mai aperto un proprio canale negoziale con Mosca. Oggi la porta è chiusa anche dall'altra parte: il Cremlino rifiuta un incontro tra Putin e Zelensky fuori da Mosca (Biblioteca della Camera dei Comuni, 15/9/2026) e, secondo una fonte vicina al Cremlino citata da Reuters, Putin tornerà a trattare solo dopo aver preso il resto del Donbas (Meduza, 14/10/2026).
Chi paga
Nel 2025 Washington ha ridotto i suoi aiuti a Kiev fino al 99%. L'Europa ha coperto il vuoto: circa 29 miliardi di euro in armi, due terzi in più della media 2022-2024, e 39 miliardi in aiuti finanziari e umanitari, quasi tutti dalle istituzioni UE. Il peso non è distribuito in modo uniforme: i Paesi del Nord hanno dato un terzo degli aiuti militari europei con l'8% del PIL dei donatori; quelli del Sud, Italia compresa, il 3% con il 19% del PIL (Istituto di Kiel via Euronews, 11/2/2026).
Una parte di quei soldi torna negli Stati Uniti. Con il meccanismo NATO chiamato PURL, i governi europei comprano armi americane per l'Ucraina: oltre il 90% di quanto passa da questo canale viene dalle scorte statunitensi (Istituto di Kiel, 13/8/2026).
Sui beni russi congelati l'Unione si è divisa. Circa 210 miliardi di euro sono bloccati in Europa, la maggior parte presso Euroclear, a Bruxelles. Il piano di usarli per un «prestito di riparazione» è caduto nel dicembre 2025 per l'opposizione del Belgio, che temeva cause e rischi per Euroclear. Al suo posto, il prestito da 90 miliardi a debito comune: lo pagano i contribuenti europei, mentre i beni restano congelati (AP, citato).
Dove vanno i soldi
Il 22 luglio 2025 il Parlamento ucraino ha approvato e Zelensky ha firmato una legge che toglieva l'indipendenza alle due agenzie anticorruzione, NABU e SAPO. Dopo giorni di proteste in piazza e le critiche europee, il 31 luglio la legge è stata ritirata (Euromaidan Press, 31/7/2025).
A novembre la NABU ha reso pubblica l'operazione Midas: tangenti fino al 15% sui contratti di Energoatom, l'azienda nucleare di Stato, e circa 100 milioni di dollari riciclati. A capo dello schema, secondo gli inquirenti, Timur Mindich, socio di Zelensky, fuggito prima delle accuse. I ministri della Giustizia e dell'Energia sono stati licenziati; il 28 novembre il capo dell'ufficio presidenziale, Andriy Yermak, si è dimesso il giorno in cui la sua casa è stata perquisita (Euromaidan Press, 28/11/2025). Lo scandalo è emerso perché quelle agenzie, salvate dalla piazza, hanno fatto il loro lavoro.
Quanto è costato in casa
- Prezzi. Nell'ottobre 2022 l'inflazione nell'eurozona ha toccato il 10,6%, un record, spinta dall'energia (Eurostat).
- Aiuti contro il caro energia. Tra settembre 2021 e giugno 2023 i governi dell'Unione hanno stanziato 540 miliardi di euro, 158 solo la Germania, soprattutto con tagli generalizzati di accise e IVA (Bruegel).
- Sanzioni e cittadini. Le sanzioni economiche colpiscono anche chi non ha colpe: un rapporto presentato all'ONU documenta come banche e imprese, per paura di sbagliare, blocchino anche commerci permessi, compresi farmaci e beni umanitari (ONU, nota del Segretario generale). L'economia di guerra russa, intanto, si è adattata: è cresciuta del 4,9% nel 2024 e dell'1% nel 2025 (Trading Economics, 6/2/2026).
- Industria. In Germania la produzione delle industrie ad alto consumo di energia è scesa del 15,2% tra febbraio 2022 e marzo 2026 (Destatis via Clean Energy Wire, 15/5/2026).
L'accordo sui dazi
Nel luglio 2025, in Scozia, l'Unione ha accettato un dazio americano del 15% sulla maggior parte delle sue merci. In cambio ha tolto i dazi sui beni industriali americani e ha promesso acquisti di energia per 750 miliardi di dollari in tre anni (Reuters via BBC Bermuda, 28/7/2025). Nel febbraio 2026 la Corte suprema americana ha bocciato lo strumento legale usato da Trump per i dazi, e il Parlamento europeo ha sospeso l'esame dell'accordo (Parlamento europeo, 23/2/2026). A giugno lo ha comunque approvato, con 440 voti a favore, aggiungendo clausole per sospenderlo se Washington non rispetta i patti (Confectionery Production, 16/6/2026).
Al tavolo della pace
Il 15 agosto 2025 Trump ha incontrato Putin in Alaska, senza europei. Tre giorni dopo von der Leyen, Macron, Merz, Meloni, Stubb e il britannico Starmer sono volati a Washington accanto a Zelensky (Il Sole 24 Ore). Lo schema è rimasto quello: gli inviati americani Witkoff e Kushner trattano con Mosca e con Kiev; ai colloqui di Kiev del 6 settembre 2026 i consiglieri per la sicurezza di Francia, Regno Unito e Germania hanno partecipato solo a una parte (Biblioteca della Camera dei Comuni, 15/9/2026).
Il 9 ottobre Trump ha annunciato un accordo con Mosca per la vendita di oltre 300.000 tonnellate di gasolio russo; i governi europei lo hanno criticato. Lo stesso giorno Putin gli ha detto che una ripresa immediata dei negoziati è improbabile (Al Jazeera, 10/10/2026).
Secondo un editorialista del Washington Post, che cita un funzionario americano e un diplomatico europeo anonimi, Stati Uniti ed europei preparano un piano comune: tregua sulla linea del fronte, garanzie di sicurezza per Kiev, fondi per la ricostruzione e un grande accordo energetico che riporterebbe in Europa petrolio e gas russi a basso prezzo, con un calendario per togliere le sanzioni (Meduza, 14/10/2026). Nessun governo lo ha confermato.
Il Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre ha ribadito che «la strada verso la pace in Ucraina non può essere decisa senza l'Ucraina» e ha chiesto alla Russia un cessate il fuoco immediato e senza condizioni. Ha «deplorato» la sospensione temporanea, da parte degli Stati Uniti, delle sanzioni sul gasolio russo, e ha promesso nuove sanzioni. Le conclusioni non contengono alcuna iniziativa negoziale europea (Consiglio europeo, conclusioni del 16/10/2026). Zelensky ha chiesto all'Unione 70 miliardi di euro in più per il 2027; i leader hanno incaricato la Commissione di indicare le opzioni, e von der Leyen ha detto che l'Europa non potrà coprirli da sola (Euronews, 16/10/2026).
Che cosa ha funzionato
L'Ucraina non è caduta, e dal 2025 regge soprattutto grazie ai soldi europei. Le sanzioni sono state approvate all'unanimità per 22 volte. Più di quattro milioni di profughi hanno ricevuto protezione. E dopo il fondo per la ripresa del 2020, il debito comune è stato usato di nuovo, questa volta per sostenere un Paese in guerra.
Il nostro giudizio
Questa sezione esprime la posizione del sito. È separata dai fatti esposti sopra.
Condannare l'invasione era doveroso, e lo resta. Ma per noi la diplomazia viene prima di tutto, sempre: è il primo dovere che la Carta dell'ONU impone a chiunque abbia una controversia. L'Europa l'ha messa in fondo. Ha lasciato cadere i tentativi del 2022, non ha mai aperto un proprio canale con Mosca e ha consegnato la trattativa a Washington. Mosca, dal canto suo, oggi rifiuta di trattare finché non avrà preso il Donbas: il dovere vale anche per lei. Le conclusioni del vertice del 16 ottobre lo confermano: un cessate il fuoco chiesto alla Russia, nuove sanzioni, nuovi soldi, e nessuna proposta europea per arrivare a un negoziato.
Al posto della diplomazia, l'Unione ha scelto le sanzioni e gli aiuti. Le sanzioni economiche colpiscono anche chi non ha colpe: i cittadini russi che non hanno deciso la guerra e quelli europei che hanno pagato l'energia più cara. Intanto l'economia di guerra russa si è adattata. Gli aiuti sono andati a un governo i cui scandali sono emersi solo grazie a organi che quello stesso governo aveva provato a indebolire. Così l'Europa paga, ma a decidere sono altri.
Il piano di cui si parla in queste settimane lo mostra bene. Se fosse confermato, il gas russo tornerebbe in Europa, ma alle condizioni negoziate a Washington: le stesse forniture a cui l'Europa ha rinunciato per principio rientrerebbero dentro un accordo che non ha scritto.
Cosa seguire
- Le opzioni della Commissione per coprire i 70 miliardi chiesti da Kiev per il 2027.
- I colloqui a tre tra Stati Uniti, Ucraina e Russia, e se il piano riferito dal Washington Post verrà confermato.
- L'apertura dei due capitoli rimanenti dei negoziati di adesione dell'Ucraina.
- L'inchiesta della NABU sull'operazione Midas e l'eventuale estradizione di Mindich.
Fonti: Consiglio dell'UE, 12/10/2026 · AP, 19/12/2025 · Eunews, 23/6/2025 · Grosswald, monitoraggio SAFE · Eurostat via Eunews, 10/9/2026 · Euronews, 10/7/2026 · Consiglio europeo, conclusioni del 16/10/2026 · Foreign Affairs, 16/4/2024 · The National Interest · Biblioteca della Camera dei Comuni, 15/9/2026 · Meduza, 14/10/2026 · Istituto di Kiel via Euronews, 11/2/2026 · Istituto di Kiel, 13/8/2026 · Euromaidan Press, 31/7/2025 · Euromaidan Press, 28/11/2025 · Eurostat · Bruegel · ONU, nota del Segretario generale · Trading Economics, 6/2/2026 · Destatis via Clean Energy Wire, 15/5/2026 · Reuters via BBC Bermuda, 28/7/2025 · Parlamento europeo, 23/2/2026 · Confectionery Production, 16/6/2026 · Il Sole 24 Ore · Al Jazeera, 10/10/2026 · Euronews, 16/10/2026
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