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GLOSSARIO

RD Congo: i popoli, la storia, chi combatte e perché

Aggiornato al 22 ottobre 2026

Le notizie sulla Repubblica Democratica del Congo parlano di M23, di Goma, di Ruanda, di coltan, ma raramente spiegano chi sono i popoli dell'est, da dove nasce una guerra che dura da trent'anni e chi ci guadagna. Questa scheda raccoglie il contesto essenziale. È aggiornabile: ogni modifica è registrata in fondo, con data e fonte.

In sintesi

Terra e popoli

Il Congo occupa quasi tutto il bacino del fiume Congo, coperto in gran parte dalla foresta pluviale. Ha uno sbocco sull'Atlantico di pochi chilometri, a ovest. La capitale, Kinshasa, è sul fiume, a ovest; le miniere di rame e cobalto sono a sud-est, nell'ex Katanga; le terre più fertili e contese sono a est, sugli altipiani dei Grandi Laghi, al confine con Uganda, Ruanda, Burundi e Tanzania. Per molti abitanti dell'est, Kigali e Kampala sono più vicine della capitale.

KongoMongoLubaZande, mangbetu, ngbandiRep. del CongoRep. CentrafricanaSud SudanAngolaZambiaTanzaniaOceano AtlanticoRame e cobaltoIturiKinshasaKisanganiLubumbashiKolweziGomaNord Kivu e Sud KivuIturiArea ingrandita sotto

L'est: Kivu e Ituri

NandeHundeBanyarwandaNyangaShiBanyamulengeHema e lenduIturiNord KivuSud KivuUgandaRuandaBurundiTanzaniaGomaBukavuUviraBuniaBeniRubayaKigali
In rosso il Nord Kivu e il Sud Kivu; il cerchio rosso indica l'Ituri. Sono le tre province dove si combatte. I nomi in grassetto o in corsivo indicano dove vivono i popoli citati nella scheda; i popoli della foresta, i pigmei, sono sparsi in molte province e non sono segnati. Non tracciamo le linee del fronte, che cambiano di settimana in settimana. Il quadrato indica una capitale, il triangolo la miniera di coltan di Rubaya. Confini: Natural Earth, che non riporta ancora i confini della provincia dell'Ituri.

Un'avvertenza sui numeri. L'ultimo censimento della RD Congo risale al 1984, quando il Paese si chiamava ancora Zaire; il nuovo censimento è in preparazione nel 2026 (Al Jazeera). La popolazione stessa è una stima: circa 112 milioni secondo la Banca mondiale (stessa fonte). Sui popoli non esistono dati ufficiali recenti. Le cifre che seguono sono di due tipi, sempre indicati:

Il Paese ha circa 250 popoli e oltre 200 lingue. La lingua ufficiale è il francese, ma lo parla solo una minoranza; le quattro lingue nazionali sono il lingala (ovest e nord, lingua dell'esercito e della musica), lo swahili (est e sud-est), il kikongo (ovest) e il tshiluba (centro-sud) (stessa fonte).

Religione (stima, CEFAN, cit.): cattolici circa 40%, protestanti 35%, kimbanguisti (una chiesa nata in Congo) 10%, musulmani 9%. La Chiesa cattolica è uno dei principali attori della società civile e ha guidato le proteste per le elezioni.

Risorse: cobalto, rame, coltan (da cui si ricava il tantalio), oro, stagno, diamanti, legname, la foresta pluviale, l'energia potenziale del fiume. Nel 2024 il Congo ha fornito il 77% del cobalto estratto nel mondo (Cobalt Institute). Le miniere valgono circa il 26% del prodotto interno lordo e oltre il 92% delle esportazioni; il primo acquirente è la Cina (IISD). La sola miniera di Rubaya, nel Nord Kivu, produce circa il 15% del coltan mondiale (Daily Maverick). Eppure la maggioranza della popolazione vive in povertà estrema: il 64% con meno di 2,15 dollari al giorno (ALNAP, su dati FSIN).

Storia breve

Prima della colonizzazione. Nel bacino del Congo nascono grandi Stati, come il regno del Kongo sulla costa atlantica e gli imperi luba e lunda nel sud-est. Per secoli la regione è colpita dalla tratta degli schiavi, sia verso l'Atlantico sia, nell'Ottocento, verso l'Oceano Indiano.

Il Congo di Leopoldo II (1885-1908). Alla conferenza di Berlino del 1885 le potenze europee riconoscono lo «Stato libero del Congo». Non è una colonia del Belgio: è, di fatto, proprietà personale del re Leopoldo II (San José State University). Il suo esercito privato, la Force Publique, impone ai villaggi quote di caucciù da consegnare senza paga; chi non le raggiunge è punito, e i soldati devono giustificare ogni proiettile mostrando una mano tagliata, anche a persone vive (stessa fonte). Quanti siano morti non si sa con precisione, perché prima del 1924 nessuno contò la popolazione. Secondo l'enciclopedia Britannica la popolazione sarebbe scesa da circa 20 a 8 milioni (Britannica); le stime degli studiosi sulle vittime vanno da 1 a oltre 10 milioni, e il dibattito è aperto (rassegna delle stime, Lenz). Lo scandalo, sollevato soprattutto in Gran Bretagna, costringe il re a cedere il Congo allo Stato belga (Britannica, cit.).

Il Congo belga (1908-1960). Il Congo belga è governato dal Parlamento di Bruxelles (Britannica, cit.), con le grandi compagnie minerarie del Katanga e le missioni cattoliche. Nel 2020 e nel 2022 il re Filippo ha espresso il suo «più profondo rammarico» e riconosciuto che il dominio coloniale si basava sul razzismo, senza però presentare scuse formali (The East African).

L'indipendenza e Lumumba (1960-1965). Il 30 giugno 1960 il Congo diventa indipendente: presidente Joseph Kasa-Vubu, primo ministro Patrice Lumumba. Pochi giorni dopo l'esercito si ammutina e il Katanga, la provincia delle miniere, si dichiara indipendente con l'appoggio di interessi belgi. Nel gennaio 1961 Lumumba viene ucciso in Katanga (The East African). Nel 2001 una commissione parlamentare belga ha concluso che alcuni ministri e funzionari belgi ne portano la «responsabilità morale», e nel 2002 il Belgio ha presentato le sue scuse (Brussels Times). Fino al 1965 secessioni e ribellioni fanno almeno 500.000 morti (The East African, cit.).

Mobutu (1965-1997). Il 24 novembre 1965 il generale Joseph-Désiré Mobutu prende il potere con un colpo di Stato; nel 1971 ribattezza il Paese «Zaire» (Mail & Guardian). Partito unico e anticomunista, è un alleato dell'Occidente durante la guerra fredda; i suoi critici definiscono il regime una «cleptocrazia», e negli anni Settanta e Ottanta il Paese va in bancarotta (EBSCO).

Il 1994 e le due guerre del Congo (1996-2003). Nel luglio 1994, alla fine del genocidio dei tutsi in Ruanda, tra 500.000 e 850.000 profughi, quasi tutti hutu, entrano a Goma in cinque giorni; nei campi si riorganizzano l'ex esercito ruandese e le milizie interahamwe responsabili del genocidio (National Academies Press). Nel 1996 il Ruanda e l'Uganda appoggiano una ribellione guidata da Laurent-Désiré Kabila, che il 17 maggio 1997 rovescia Mobutu (Mail & Guardian, cit.). Nell'agosto 1998 Kabila rompe con i suoi alleati: comincia la seconda guerra del Congo, che vede Ruanda e Uganda appoggiare i ribelli e Angola, Zimbabwe, Namibia e Ciad difendere il governo (EBSCO). Gli eserciti stranieri sfruttano oro, diamanti e coltan. Nel gennaio 2001 Kabila viene ucciso da una sua guardia del corpo e gli succede il figlio Joseph. Gli accordi del 2002-2003 chiudono formalmente la guerra, ma non nell'est (stessa fonte). Quante persone siano morte, soprattutto di fame e malattie, è controverso: l'International Rescue Committee ha stimato 5,4 milioni di morti tra il 1998 e il 2007; una revisione dello Human Security Report sostiene che la cifra potrebbe essere fino al 60% più alta del reale (Congo Research Group).

Joseph Kabila (2001-2019). Nel 2006 si tengono le prime elezioni libere dall'indipendenza e Joseph Kabila le vince (Mail & Guardian, cit.). Nell'est le guerre continuano: nel maggio 2012 ufficiali tutsi ammutinati fondano il Movimento del 23 marzo, l'M23 (stessa fonte). Il secondo mandato di Kabila scade nel 2016, ma le elezioni vengono rinviate fino al dicembre 2018. Le vince ufficialmente Félix Tshisekedi, che nel gennaio 2019 diventa presidente nel primo passaggio pacifico di potere della storia del Paese (Al Jazeera).

La nuova guerra dell'M23 (dal 2021). Nel 2021 l'M23 riprende le armi (Al Jazeera). Nell'aprile 2024 prende la zona mineraria di Rubaya (Daily Maverick, cit.); il 27 gennaio 2025 entra a Goma, dove secondo l'ONU muoiono quasi 3.000 persone (VOA); a febbraio prende Bukavu, capoluogo del Sud Kivu (All India Radio). Nel 2025 si moltiplicano gli accordi: il 27 giugno RD Congo e Ruanda firmano un accordo di pace a Washington; il 15 novembre governo e M23 firmano a Doha un accordo quadro; a dicembre i presidenti Tshisekedi e Kagame firmano con Trump gli «accordi di Washington», insieme a un partenariato minerario tra Congo e Stati Uniti datato 4 dicembre (Al Jazeera; IEA). Sei giorni dopo, il 10 dicembre, Ruanda e M23 prendono Uvira (HRW). Il 30 settembre 2025 un tribunale militare di Kinshasa condanna a morte in contumacia Joseph Kabila per tradimento e crimini di guerra, accusandolo di sostenere l'M23 (AP, via KSAT).

Il 2026. Nell'agosto 2026, dopo colloqui in Svizzera con Stati Uniti, Qatar, Togo e Unione africana, governo e M23 concordano una tabella di marcia per i negoziati e una missione di verifica del cessate il fuoco (Al Jazeera). Si combatte comunque. A metà ottobre Kabila annuncia a Goma il Fronte per la rifondazione della nazione (FRN), che sostituisce l'alleanza politico-militare dell'M23 e chiama alla resistenza contro Tshisekedi «con ogni mezzo, compresa la forza» (Al Jazeera). Intanto nell'Ituri, dal maggio 2026, un'epidemia di Ebola ha fatto 2.911 morti al 29 agosto, la peggiore mai registrata nel Paese (Africa Rivista).

Chi governa e come

La RD Congo è una repubblica presidenziale. Félix Tshisekedi è presidente dal 2019; il suo secondo e, secondo la Costituzione, ultimo mandato scade alla fine del 2028. La Costituzione stabilisce che il numero e la durata dei mandati non si possono modificare. Nel luglio 2026 la Corte costituzionale ha però approvato una legge che permette al presidente di cambiare la Costituzione con un'assemblea costituente e un referendum in caso di «grave disfunzione» delle istituzioni: l'opposizione la considera la strada per un terzo mandato (Africanews).

Due istituti indipendenti, di due Paesi diversi, arrivano a conclusioni vicine:

Nell'est, a Goma e a Bukavu, governa di fatto l'amministrazione dell'M23, oggi FRN, con tasse e funzionari propri (analisi del sito).

Chi è chi

ChiChi lo guidaPosizione
Presidenza e governo, KinshasaFélix Tshisekedi, presidente dal 2019Accusa il Ruanda di aggressione e lo ha portato davanti alla Corte internazionale di giustizia. Il governo ha detto che Kabila «non ha nulla da offrire se non il caos» (Al Jazeera)
Forze armate (FARDC)Sotto il comando del presidenteCombattono nell'est con l'aiuto di Burundi, milizie Wazalendo e, secondo gli esperti ONU, delle FDLR (Africanews). Accusate di abusi contro i tutsi banyamulenge (HRW, via la nostra analisi)
Wazalendo («patrioti» in swahili)Molti capi localiMilizie locali, spesso nate come gruppi mai-mai di autodifesa, armate e pagate dal governo contro l'M23. Accusate di stupri ed estorsioni (stessa fonte)
M23 / AFC, dall'ottobre 2026 FRN, Goma e BukavuJoseph Kabila; coordinatore Freddy Kaniki (Al Jazeera)Movimento nato nel 2012 da ufficiali tutsi congolesi, alleato dal 2023 con politici d'opposizione. Controlla gran parte del Nord e del Sud Kivu e le miniere di Rubaya. Dice di proteggere i tutsi congolesi e di combattere le FDLR
Forze di difesa del Ruanda (RDF)Paul Kagame, presidente del RuandaSecondo gli esperti ONU fino a 6.000 soldati ruandesi erano nel Kivu all'inizio del 2025 e il Ruanda esercitava un «controllo diretto» sull'M23 (Africanews, cit.). Kigali nega di avere truppe in Congo e accusa Kinshasa di armare le FDLR. Sanzionate dagli USA il 2 marzo 2026 (HRW)
FDLR (Forze democratiche di liberazione del Ruanda)—Gruppo armato hutu ruandese, erede in parte dei responsabili del genocidio del 1994. Per il Ruanda sono la minaccia che giustifica la sua presenza; gli esperti ONU dicono che l'esercito congolese le usa come forza ausiliaria (Africanews, cit.)
BurundiÉvariste Ndayishimiye, presidenteCirca 10.000 soldati nel Sud Kivu accanto all'esercito congolese dal 2023, anche contro i ribelli burundesi di RED-Tabara, che accusa il Ruanda di sostenere (EWN, da AFP)
ADF (Forze democratiche alleate)—Nate da ribelli ugandesi, affiliate allo Stato islamico. Compiono massacri di civili nell'Ituri e nel Nord Kivu: 43 morti a Bafwakoa il 1° aprile 2026 (Al Jazeera). Dal 2021 Uganda e Congo le combattono insieme (stessa fonte)
MONUSCOMissione ONUErede della missione prevista dagli accordi di Lusaka del 1999; il mandato è stato prorogato fino al 20 dicembre 2026 (Le360). Nel 2026 ha dato supporto logistico alla missione di verifica del cessate il fuoco (Al Jazeera)

Da dove nasce il conflitto

Usiamo i quattro livelli del nostro pezzo «Le guerre del mondo sono "musulmane"?». Qui la religione non c'entra quasi nulla: la grande maggioranza dei combattenti è cristiana, e l'unico gruppo che usa una bandiera religiosa, l'ADF, combatte una guerra a parte.

Il terreno: uno Stato grande e assente. I confini del Congo sono quelli tracciati a Berlino nel 1885. Il Paese è nato come impresa di estrazione: caucciù e avorio per Leopoldo, rame e diamanti per le compagnie belghe, cobalto e coltan oggi. In un territorio così vasto lo Stato non è mai arrivato davvero all'est: chi controlla una miniera può pagare una milizia. Il confine con il Ruanda, poi, divide popoli che parlano la stessa lingua, e i belgi spostarono decine di migliaia di ruandesi nel Kivu (Minority Rights Group, cit.).

Questo non assolve i governi successivi. Mobutu ha svuotato lo Stato per arricchirsi; i governi di Kinshasa hanno trattato per decenni la cittadinanza dei banyarwanda come un'arma politica: concessa nel 1972, revocata con la legge del 1981, ridefinita su base etnica nel 2004 e nel 2006 (stessa fonte); e oggi armano milizie che, secondo l'ONU, commettono a loro volta crimini.

La scintilla: il 1994. Il genocidio dei tutsi in Ruanda ha esportato la guerra in Congo. I campi profughi di Goma ospitavano insieme civili e autori del genocidio; il nuovo governo ruandese li ha considerati una minaccia e ha invaso il Congo nel 1996. Da allora ogni ciclo di guerra nell'est riprende gli stessi temi: i tutsi congolesi che si sentono minacciati, gli hutu armati che il Ruanda vuole neutralizzare, i popoli locali che vedono negli uni e negli altri degli stranieri che prendono la terra.

La bandiera: autodifesa e sovranità. Ognuno combatte in nome di una protezione. L'M23 dice di difendere i tutsi congolesi; il Ruanda dice di difendersi dalle FDLR; Kinshasa e le milizie Wazalendo dicono di difendere la sovranità nazionale contro un invasore. Secondo gli esperti ONU, però, l'obiettivo del Ruanda nel 2025 era conquistare territorio più che neutralizzare le FDLR (Africanews, cit.); e secondo la missione d'inchiesta dell'ONU tutte le parti, compreso l'esercito congolese, hanno commesso possibili crimini di guerra (analisi del sito).

Il moltiplicatore esterno: i minerali. Una guerra che dura da trent'anni ha bisogno di soldi e di armi. Nel Kivu i soldi vengono soprattutto dalle miniere. La sezione seguente documenta chi compra, chi trasporta e chi tratta l'accesso a questi minerali.

A chi giova

Documentiamo interessi dichiarati o verificabili, non moventi. Se un attore nega, lo diciamo.

Il Ruanda e l'M23. Secondo gli esperti ONU, il coinvolgimento militare ha dato al Ruanda accesso a minerali, terra agricola e influenza politica nell'est del Congo (Africanews, cit.). L'M23 tassa il 15% del valore del coltan comprato dai minatori di Rubaya; secondo gli investigatori ONU il minerale passa per Goma e Bukavu fino in Ruanda, dove viene mescolato al coltan ruandese per nasconderne l'origine prima dell'esportazione verso l'Asia (Daily Maverick, cit.). Le esportazioni minerarie del Ruanda sono passate da 772 milioni di dollari nel 2022 a 1,1 miliardi nel 2023, e un ricercatore dell'International Peace Information Service sostiene che la geologia del Ruanda non permette di estrarre quanto esporta (Euronews). Kigali nega di sostenere l'M23.

Il governo di Kinshasa usa le stesse risorse come moneta diplomatica. Nel dicembre 2025 ha firmato con gli Stati Uniti un partenariato strategico che dà alle aziende americane un diritto di prima offerta sui progetti minerari strategici e sui minerali esportati, e prevede di portare verso il corridoio di Lobito, in Angola, una parte crescente delle esportazioni di rame e cobalto (IEA). Avvocati congolesi hanno presentato un ricorso costituzionale contro l'intesa, che secondo loro avrebbe richiesto l'approvazione del Parlamento (analisi del sito).

Gli Stati Uniti hanno mediato gli accordi di pace e, insieme, quello minerario: Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti avrebbero ottenuto «molti diritti minerari» dal Congo (stessa fonte). Hanno anche sanzionato l'esercito ruandese, il 2 marzo 2026 (HRW, cit.).

La Cina è il primo acquirente dei minerali congolesi: il cobalto delle miniere di proprietà cinese viene raffinato in Cina (IISD, cit.). Il grande accordo del 2008 «infrastrutture in cambio di minerali», rinegoziato nel 2024, prevede circa 7 miliardi di dollari di strade e opere pubbliche in cambio del rame e del cobalto della joint venture Sicomines, controllata al 68% da aziende cinesi (Mining.com, da Reuters). Secondo un'analisi indipendente, la Cina vende armi sia al Ruanda sia all'esercito congolese (vedi «Minerali per sicurezza»).

L'Unione europea ha firmato nel febbraio 2024 un memorandum con il Ruanda per assicurarsi forniture di materie prime critiche, tra cui il tantalio, e ha destinato al Ruanda oltre 900 milioni di euro del programma Global Gateway. Il Belgio ha chiesto di sospendere l'accordo; la Commissione ha risposto che serve proprio a rendere tracciabili i minerali (Euronews, cit.).

L'Uganda e il Burundi. Durante la seconda guerra l'Uganda ha occupato l'Ituri e le sue esportazioni d'oro sono più che raddoppiate (HRW, cit.); oggi combatte l'ADF in territorio congolese insieme all'esercito di Kinshasa. Il Burundi combatte nel Sud Kivu anche per colpire i propri ribelli (EWN, cit.).

Kabila e l'opposizione armata. Kabila ha governato per 18 anni; oggi, condannato a morte, si è unito alla ribellione armata. Il suo partito definisce la condanna politica (AP, cit.). La guerra decide anche chi governerà Kinshasa dopo il 2028.

Chi interviene da fuori

Il costo umano. Nessuno conta i morti della guerra in corso. Nella sola presa di Goma, nel gennaio 2025, sono morte quasi 3.000 persone (VOA, cit.). Gli sfollati interni sono 5,6 milioni e i rifugiati congolesi nei Paesi africani 1,25 milioni (UNHCR, dati di febbraio-marzo 2026). Oltre 26,5 milioni di persone, quasi un congolese su quattro, non riescono a soddisfare i bisogni alimentari di base, secondo l'IPC (FAO e PAM). Il piano umanitario ONU per il 2026 chiede 1,4 miliardi di dollari per 7,3 milioni di persone, su quasi 15 milioni che hanno bisogno di aiuto (OCHA).

Diritto internazionale

I trattati. Secondo la banca dati dell'Università del Minnesota (HRL Minnesota) e la Corte penale internazionale, la RD Congo:

Il Ruanda, l'Uganda e il Burundi sono vincolati dal diritto internazionale come il Congo; l'M23, l'ADF e le milizie, come gruppi armati, sono vincolati dal diritto umanitario come gli eserciti.

**La Corte penale internazionale.** Il Congo ha deferito la propria situazione alla Corte nel 2004. Le condanne finora riguardano tutte l'Ituri del 2002-2003: Thomas Lubanga (2012, 14 anni, per i bambini soldato), Germain Katanga (2014, 12 anni) e Bosco Ntaganda (2019, 30 anni). Il mandato contro Sylvestre Mudacumura, capo militare delle FDLR, emesso nel 2012, non è mai stato eseguito (CPI). Sui crimini nel Nord Kivu dal 2022 la procura ha aperto un esame su richiesta dello stesso governo congolese (analisi del sito).

**La Corte internazionale di giustizia.** C'è un precedente diretto. Nel 2005 la Corte ha stabilito che l'Uganda aveva violato il divieto dell'uso della forza occupando l'Ituri e sostenendo gruppi armati; nel 2022 l'ha condannata a pagare 325 milioni di dollari, in cinque rate da 65 milioni: 225 per i danni alle persone, 40 ai beni, 60 alle risorse naturali saccheggiate, tra cui oro, diamanti e legname (ONU Ginevra). Il 26 giugno 2026 la RD Congo ha portato davanti alla Corte il Ruanda, accusandolo di trent'anni di abusi nell'est dal 1996 a oggi (Jurist). Il caso è appena cominciato: nessuna responsabilità è stata accertata. Ne abbiamo scritto in «La RDC porta il Ruanda davanti alla Corte».

Le responsabilità degli altri. Il diritto internazionale non riguarda solo chi combatte:

Cronologia

AnnoFatto
Prima del 1885Regni del Kongo, luba e lunda; tratta degli schiavi verso l'Atlantico e l'Oceano Indiano
1885Conferenza di Berlino: nasce lo Stato libero del Congo di Leopoldo II
1908Il Congo diventa colonia belga
1960Indipendenza (30 giugno); secessione del Katanga
1961Uccisione di Patrice Lumumba
1965Colpo di Stato di Mobutu (24 novembre)
1971Il Paese diventa «Zaire»
1981Legge sulla cittadinanza: i banyarwanda perdono la nazionalità
1994Genocidio in Ruanda; centinaia di migliaia di profughi hutu a Goma
1996-1997Prima guerra del Congo; Laurent-Désiré Kabila rovescia Mobutu
1998-2003Seconda guerra del Congo, con fino a nove eserciti stranieri
2001Laurent-Désiré Kabila ucciso; gli succede il figlio Joseph
2004Il Congo deferisce la propria situazione alla CPI
2005La CIG condanna l'Uganda per l'occupazione dell'Ituri
2006Prime elezioni libere
2012Nasce l'M23
2019Tshisekedi presidente
2021L'M23 riprende le armi
2022La CIG fissa a 325 milioni di dollari le riparazioni dell'Uganda
2024L'M23 prende Rubaya (aprile); memorandum UE-Ruanda sui minerali (febbraio)
2025L'M23 prende Goma (gennaio) e Bukavu (febbraio); accordi di Washington (giugno, dicembre) e di Doha (novembre); Kabila condannato a morte (settembre); presa di Uvira (dicembre)
2026Sanzioni USA all'esercito ruandese (marzo); Ebola nell'Ituri (maggio); ricorso alla CIG contro il Ruanda (giugno); legge sul referendum (luglio); tabella di marcia concordata in Svizzera (agosto); Kabila alla guida del FRN (ottobre)

Registro delle modifiche

Fonti: Al Jazeera · CEFAN, Université Laval · Minority Rights Group · HRW · Cobalt Institute · IISD · Daily Maverick · ALNAP, su dati FSIN · San José State University · Britannica · rassegna delle stime, Lenz · The East African · The East African · Brussels Times · Mail & Guardian · EBSCO · National Academies Press · EBSCO · Congo Research Group · Al Jazeera · Al Jazeera · VOA · All India Radio · Al Jazeera · IEA · HRW · AP, via KSAT · Africa Rivista · Africanews · Freedom House · V-Dem · Africanews · EWN, da AFP · Al Jazeera · Le360 · Al Jazeera · Euronews · Mining.com, da Reuters · Al Jazeera · UNHCR · FAO e PAM · OCHA · HRL Minnesota · CPI · ONU Ginevra · Jurist

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