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GLOSSARIO
RD Congo: i popoli, la storia, chi combatte e perché
Aggiornato al 22 ottobre 2026
Le notizie sulla Repubblica Democratica del Congo parlano di M23, di Goma, di Ruanda, di coltan, ma raramente spiegano chi sono i popoli dell'est, da dove nasce una guerra che dura da trent'anni e chi ci guadagna. Questa scheda raccoglie il contesto essenziale. È aggiornabile: ogni modifica è registrata in fondo, con data e fonte.
In sintesi
- La RD Congo ha circa 112 milioni di abitanti, divisi in circa 250 popoli. Non va confusa con la Repubblica del Congo, il Paese vicino con capitale Brazzaville.
- Dal 1885 al 1908 fu proprietà personale del re del Belgio Leopoldo II; poi colonia belga fino al 1960. Dopo l'indipendenza il primo capo del governo, Patrice Lumumba, fu ucciso, e Mobutu governò per 32 anni.
- Le guerre dell'est nascono nel 1994, quando dopo il genocidio dei tutsi in Ruanda centinaia di migliaia di hutu, tra cui molti responsabili del genocidio, si rifugiano in Congo. Dal 1996 al 2003 due guerre coinvolgono fino a nove Paesi africani.
- Dal 2021 il gruppo armato M23, sostenuto dal Ruanda secondo l'ONU, ha preso gran parte del Nord e del Sud Kivu, comprese Goma e Bukavu. A ottobre 2026 l'ex presidente Joseph Kabila, condannato a morte in contumacia, si è messo alla testa della ribellione.
- Il Congo produce oltre tre quarti del cobalto del mondo e una parte importante del coltan: le batterie e l'elettronica di mezzo mondo dipendono dalle sue miniere. Stati Uniti, Cina, Unione europea e i Paesi vicini hanno tutti interessi documentati in queste risorse.
Terra e popoli
Il Congo occupa quasi tutto il bacino del fiume Congo, coperto in gran parte dalla foresta pluviale. Ha uno sbocco sull'Atlantico di pochi chilometri, a ovest. La capitale, Kinshasa, è sul fiume, a ovest; le miniere di rame e cobalto sono a sud-est, nell'ex Katanga; le terre più fertili e contese sono a est, sugli altipiani dei Grandi Laghi, al confine con Uganda, Ruanda, Burundi e Tanzania. Per molti abitanti dell'est, Kigali e Kampala sono più vicine della capitale.
L'est: Kivu e Ituri
Un'avvertenza sui numeri. L'ultimo censimento della RD Congo risale al 1984, quando il Paese si chiamava ancora Zaire; il nuovo censimento è in preparazione nel 2026 (Al Jazeera). La popolazione stessa è una stima: circa 112 milioni secondo la Banca mondiale (stessa fonte). Sui popoli non esistono dati ufficiali recenti. Le cifre che seguono sono di due tipi, sempre indicati:
- stima: le percentuali raccolte dal centro di ricerca sulle lingue dell'Università Laval, in Canada (CEFAN, Université Laval), che non indica l'anno della rilevazione; vanno prese come ordini di grandezza;
- descrizione: per i popoli dell'est, dove si combatte, le fonti indipendenti descrivono dove vivono e i loro rapporti, ma non danno numeri affidabili.
Il Paese ha circa 250 popoli e oltre 200 lingue. La lingua ufficiale è il francese, ma lo parla solo una minoranza; le quattro lingue nazionali sono il lingala (ovest e nord, lingua dell'esercito e della musica), lo swahili (est e sud-est), il kikongo (ovest) e il tshiluba (centro-sud) (stessa fonte).
- Luba — circa il 18% (stima). Vivono nel Kasai e nel nord del Katanga, al centro-sud, e parlano tshiluba. Discendono da un grande impero precoloniale.
- Mongo — circa il 17% (stima). Abitano la grande foresta del bacino centrale, nell'ex provincia dell'Equatore. Sono un insieme di molti gruppi imparentati per lingua.
- Kongo — circa il 12% (stima). Vivono a ovest, tra Kinshasa e l'Atlantico, e a cavallo dei confini con Angola e Repubblica del Congo. Discendono dal regno del Kongo, uno dei grandi Stati precoloniali dell'Africa centrale.
- Banyarwanda (hutu e tutsi congolesi) — circa il 10% (stima). Sono le persone di lingua kinyarwanda che vivono nel Kivu, in maggioranza hutu, con minoranze tutsi e batwa. Alcuni vivono lì da prima della colonizzazione; altri vi furono trasferiti dai belgi, che dopo il 1922 governavano anche il Ruanda e spostarono decine di migliaia di lavoratori nelle piantagioni del Nord Kivu; altri ancora arrivarono come profughi. Secondo Minority Rights Group arrivarono a essere circa la metà della popolazione del Nord Kivu (Minority Rights Group). La loro cittadinanza è stata concessa, revocata e ridefinita più volte per legge: è una delle radici della guerra (vedi «Da dove nasce il conflitto»).
- Banyamulenge — nessuna stima affidabile. Discendono da pastori tutsi stabiliti sugli altipiani di Mulenge, nel Sud Kivu; oggi il nome indica in generale i tutsi congolesi del sud (stessa fonte). Sono spesso trattati come «ruandesi» e sono vittime di attacchi da parte dell'esercito e delle milizie filogovernative (HRW, via la nostra analisi). L'M23 dice di difenderli.
- Nande, hunde, nyanga, shi e gli altri popoli del Kivu — nessuna stima affidabile. Sono agricoltori e commercianti del Nord e del Sud Kivu. Gli hunde rivendicano i diritti tradizionali sulla terra contro i contadini banyarwanda arrivati dopo; nel 2013 una milizia hunde costrinse almeno 3.000 persone a lasciare Kitchanga (Minority Rights Group, cit.).
- Hema e lendu — nessuna stima affidabile. Vivono nell'Ituri, a nord-est. Dal 1999 un conflitto per la terra tra i due popoli si è allargato ad altri gruppi e milizie etniche; l'esercito ugandese, che occupò la regione per circa quattro anni, armò diverse fazioni (HRW). Oggi nell'Ituri opera la milizia CODECO, legata ai lendu.
- Pigmei (mbuti, twa, baka) — nessuna stima affidabile. Sono i popoli più antichi della foresta; vivono di caccia e raccolta e sono tra i più discriminati del Paese (CEFAN, cit.).
- Popoli del nord (zande, mangbetu, ngbandi) — nessuna stima affidabile. Parlano lingue non bantu (CEFAN, cit.).
Religione (stima, CEFAN, cit.): cattolici circa 40%, protestanti 35%, kimbanguisti (una chiesa nata in Congo) 10%, musulmani 9%. La Chiesa cattolica è uno dei principali attori della società civile e ha guidato le proteste per le elezioni.
Risorse: cobalto, rame, coltan (da cui si ricava il tantalio), oro, stagno, diamanti, legname, la foresta pluviale, l'energia potenziale del fiume. Nel 2024 il Congo ha fornito il 77% del cobalto estratto nel mondo (Cobalt Institute). Le miniere valgono circa il 26% del prodotto interno lordo e oltre il 92% delle esportazioni; il primo acquirente è la Cina (IISD). La sola miniera di Rubaya, nel Nord Kivu, produce circa il 15% del coltan mondiale (Daily Maverick). Eppure la maggioranza della popolazione vive in povertà estrema: il 64% con meno di 2,15 dollari al giorno (ALNAP, su dati FSIN).
Storia breve
Prima della colonizzazione. Nel bacino del Congo nascono grandi Stati, come il regno del Kongo sulla costa atlantica e gli imperi luba e lunda nel sud-est. Per secoli la regione è colpita dalla tratta degli schiavi, sia verso l'Atlantico sia, nell'Ottocento, verso l'Oceano Indiano.
Il Congo di Leopoldo II (1885-1908). Alla conferenza di Berlino del 1885 le potenze europee riconoscono lo «Stato libero del Congo». Non è una colonia del Belgio: è, di fatto, proprietà personale del re Leopoldo II (San José State University). Il suo esercito privato, la Force Publique, impone ai villaggi quote di caucciù da consegnare senza paga; chi non le raggiunge è punito, e i soldati devono giustificare ogni proiettile mostrando una mano tagliata, anche a persone vive (stessa fonte). Quanti siano morti non si sa con precisione, perché prima del 1924 nessuno contò la popolazione. Secondo l'enciclopedia Britannica la popolazione sarebbe scesa da circa 20 a 8 milioni (Britannica); le stime degli studiosi sulle vittime vanno da 1 a oltre 10 milioni, e il dibattito è aperto (rassegna delle stime, Lenz). Lo scandalo, sollevato soprattutto in Gran Bretagna, costringe il re a cedere il Congo allo Stato belga (Britannica, cit.).
Il Congo belga (1908-1960). Il Congo belga è governato dal Parlamento di Bruxelles (Britannica, cit.), con le grandi compagnie minerarie del Katanga e le missioni cattoliche. Nel 2020 e nel 2022 il re Filippo ha espresso il suo «più profondo rammarico» e riconosciuto che il dominio coloniale si basava sul razzismo, senza però presentare scuse formali (The East African).
L'indipendenza e Lumumba (1960-1965). Il 30 giugno 1960 il Congo diventa indipendente: presidente Joseph Kasa-Vubu, primo ministro Patrice Lumumba. Pochi giorni dopo l'esercito si ammutina e il Katanga, la provincia delle miniere, si dichiara indipendente con l'appoggio di interessi belgi. Nel gennaio 1961 Lumumba viene ucciso in Katanga (The East African). Nel 2001 una commissione parlamentare belga ha concluso che alcuni ministri e funzionari belgi ne portano la «responsabilità morale», e nel 2002 il Belgio ha presentato le sue scuse (Brussels Times). Fino al 1965 secessioni e ribellioni fanno almeno 500.000 morti (The East African, cit.).
Mobutu (1965-1997). Il 24 novembre 1965 il generale Joseph-Désiré Mobutu prende il potere con un colpo di Stato; nel 1971 ribattezza il Paese «Zaire» (Mail & Guardian). Partito unico e anticomunista, è un alleato dell'Occidente durante la guerra fredda; i suoi critici definiscono il regime una «cleptocrazia», e negli anni Settanta e Ottanta il Paese va in bancarotta (EBSCO).
Il 1994 e le due guerre del Congo (1996-2003). Nel luglio 1994, alla fine del genocidio dei tutsi in Ruanda, tra 500.000 e 850.000 profughi, quasi tutti hutu, entrano a Goma in cinque giorni; nei campi si riorganizzano l'ex esercito ruandese e le milizie interahamwe responsabili del genocidio (National Academies Press). Nel 1996 il Ruanda e l'Uganda appoggiano una ribellione guidata da Laurent-Désiré Kabila, che il 17 maggio 1997 rovescia Mobutu (Mail & Guardian, cit.). Nell'agosto 1998 Kabila rompe con i suoi alleati: comincia la seconda guerra del Congo, che vede Ruanda e Uganda appoggiare i ribelli e Angola, Zimbabwe, Namibia e Ciad difendere il governo (EBSCO). Gli eserciti stranieri sfruttano oro, diamanti e coltan. Nel gennaio 2001 Kabila viene ucciso da una sua guardia del corpo e gli succede il figlio Joseph. Gli accordi del 2002-2003 chiudono formalmente la guerra, ma non nell'est (stessa fonte). Quante persone siano morte, soprattutto di fame e malattie, è controverso: l'International Rescue Committee ha stimato 5,4 milioni di morti tra il 1998 e il 2007; una revisione dello Human Security Report sostiene che la cifra potrebbe essere fino al 60% più alta del reale (Congo Research Group).
Joseph Kabila (2001-2019). Nel 2006 si tengono le prime elezioni libere dall'indipendenza e Joseph Kabila le vince (Mail & Guardian, cit.). Nell'est le guerre continuano: nel maggio 2012 ufficiali tutsi ammutinati fondano il Movimento del 23 marzo, l'M23 (stessa fonte). Il secondo mandato di Kabila scade nel 2016, ma le elezioni vengono rinviate fino al dicembre 2018. Le vince ufficialmente Félix Tshisekedi, che nel gennaio 2019 diventa presidente nel primo passaggio pacifico di potere della storia del Paese (Al Jazeera).
La nuova guerra dell'M23 (dal 2021). Nel 2021 l'M23 riprende le armi (Al Jazeera). Nell'aprile 2024 prende la zona mineraria di Rubaya (Daily Maverick, cit.); il 27 gennaio 2025 entra a Goma, dove secondo l'ONU muoiono quasi 3.000 persone (VOA); a febbraio prende Bukavu, capoluogo del Sud Kivu (All India Radio). Nel 2025 si moltiplicano gli accordi: il 27 giugno RD Congo e Ruanda firmano un accordo di pace a Washington; il 15 novembre governo e M23 firmano a Doha un accordo quadro; a dicembre i presidenti Tshisekedi e Kagame firmano con Trump gli «accordi di Washington», insieme a un partenariato minerario tra Congo e Stati Uniti datato 4 dicembre (Al Jazeera; IEA). Sei giorni dopo, il 10 dicembre, Ruanda e M23 prendono Uvira (HRW). Il 30 settembre 2025 un tribunale militare di Kinshasa condanna a morte in contumacia Joseph Kabila per tradimento e crimini di guerra, accusandolo di sostenere l'M23 (AP, via KSAT).
Il 2026. Nell'agosto 2026, dopo colloqui in Svizzera con Stati Uniti, Qatar, Togo e Unione africana, governo e M23 concordano una tabella di marcia per i negoziati e una missione di verifica del cessate il fuoco (Al Jazeera). Si combatte comunque. A metà ottobre Kabila annuncia a Goma il Fronte per la rifondazione della nazione (FRN), che sostituisce l'alleanza politico-militare dell'M23 e chiama alla resistenza contro Tshisekedi «con ogni mezzo, compresa la forza» (Al Jazeera). Intanto nell'Ituri, dal maggio 2026, un'epidemia di Ebola ha fatto 2.911 morti al 29 agosto, la peggiore mai registrata nel Paese (Africa Rivista).
Chi governa e come
La RD Congo è una repubblica presidenziale. Félix Tshisekedi è presidente dal 2019; il suo secondo e, secondo la Costituzione, ultimo mandato scade alla fine del 2028. La Costituzione stabilisce che il numero e la durata dei mandati non si possono modificare. Nel luglio 2026 la Corte costituzionale ha però approvato una legge che permette al presidente di cambiare la Costituzione con un'assemblea costituente e un referendum in caso di «grave disfunzione» delle istituzioni: l'opposizione la considera la strada per un terzo mandato (Africanews).
Due istituti indipendenti, di due Paesi diversi, arrivano a conclusioni vicine:
- Freedom House (Stati Uniti), rapporto 2026: 18 punti su 100, «non libero», come l'anno prima. Il sistema politico è «paralizzato dalla manipolazione del processo elettorale da parte delle élite» (Freedom House).
- V-Dem (Svezia), rapporto 2026: «autocrazia elettorale», la categoria dei regimi in cui si vota ma le elezioni non sono né libere né corrette (V-Dem). Che cosa distingue un'autocrazia da una democrazia lo spieghiamo nella voce Autocrazia.
Nell'est, a Goma e a Bukavu, governa di fatto l'amministrazione dell'M23, oggi FRN, con tasse e funzionari propri (analisi del sito).
Chi è chi
| Chi | Chi lo guida | Posizione |
|---|---|---|
| Presidenza e governo, Kinshasa | Félix Tshisekedi, presidente dal 2019 | Accusa il Ruanda di aggressione e lo ha portato davanti alla Corte internazionale di giustizia. Il governo ha detto che Kabila «non ha nulla da offrire se non il caos» (Al Jazeera) |
| Forze armate (FARDC) | Sotto il comando del presidente | Combattono nell'est con l'aiuto di Burundi, milizie Wazalendo e, secondo gli esperti ONU, delle FDLR (Africanews). Accusate di abusi contro i tutsi banyamulenge (HRW, via la nostra analisi) |
| Wazalendo («patrioti» in swahili) | Molti capi locali | Milizie locali, spesso nate come gruppi mai-mai di autodifesa, armate e pagate dal governo contro l'M23. Accusate di stupri ed estorsioni (stessa fonte) |
| M23 / AFC, dall'ottobre 2026 FRN, Goma e Bukavu | Joseph Kabila; coordinatore Freddy Kaniki (Al Jazeera) | Movimento nato nel 2012 da ufficiali tutsi congolesi, alleato dal 2023 con politici d'opposizione. Controlla gran parte del Nord e del Sud Kivu e le miniere di Rubaya. Dice di proteggere i tutsi congolesi e di combattere le FDLR |
| Forze di difesa del Ruanda (RDF) | Paul Kagame, presidente del Ruanda | Secondo gli esperti ONU fino a 6.000 soldati ruandesi erano nel Kivu all'inizio del 2025 e il Ruanda esercitava un «controllo diretto» sull'M23 (Africanews, cit.). Kigali nega di avere truppe in Congo e accusa Kinshasa di armare le FDLR. Sanzionate dagli USA il 2 marzo 2026 (HRW) |
| FDLR (Forze democratiche di liberazione del Ruanda) | — | Gruppo armato hutu ruandese, erede in parte dei responsabili del genocidio del 1994. Per il Ruanda sono la minaccia che giustifica la sua presenza; gli esperti ONU dicono che l'esercito congolese le usa come forza ausiliaria (Africanews, cit.) |
| Burundi | Évariste Ndayishimiye, presidente | Circa 10.000 soldati nel Sud Kivu accanto all'esercito congolese dal 2023, anche contro i ribelli burundesi di RED-Tabara, che accusa il Ruanda di sostenere (EWN, da AFP) |
| ADF (Forze democratiche alleate) | — | Nate da ribelli ugandesi, affiliate allo Stato islamico. Compiono massacri di civili nell'Ituri e nel Nord Kivu: 43 morti a Bafwakoa il 1° aprile 2026 (Al Jazeera). Dal 2021 Uganda e Congo le combattono insieme (stessa fonte) |
| MONUSCO | Missione ONU | Erede della missione prevista dagli accordi di Lusaka del 1999; il mandato è stato prorogato fino al 20 dicembre 2026 (Le360). Nel 2026 ha dato supporto logistico alla missione di verifica del cessate il fuoco (Al Jazeera) |
Da dove nasce il conflitto
Usiamo i quattro livelli del nostro pezzo «Le guerre del mondo sono "musulmane"?». Qui la religione non c'entra quasi nulla: la grande maggioranza dei combattenti è cristiana, e l'unico gruppo che usa una bandiera religiosa, l'ADF, combatte una guerra a parte.
Il terreno: uno Stato grande e assente. I confini del Congo sono quelli tracciati a Berlino nel 1885. Il Paese è nato come impresa di estrazione: caucciù e avorio per Leopoldo, rame e diamanti per le compagnie belghe, cobalto e coltan oggi. In un territorio così vasto lo Stato non è mai arrivato davvero all'est: chi controlla una miniera può pagare una milizia. Il confine con il Ruanda, poi, divide popoli che parlano la stessa lingua, e i belgi spostarono decine di migliaia di ruandesi nel Kivu (Minority Rights Group, cit.).
Questo non assolve i governi successivi. Mobutu ha svuotato lo Stato per arricchirsi; i governi di Kinshasa hanno trattato per decenni la cittadinanza dei banyarwanda come un'arma politica: concessa nel 1972, revocata con la legge del 1981, ridefinita su base etnica nel 2004 e nel 2006 (stessa fonte); e oggi armano milizie che, secondo l'ONU, commettono a loro volta crimini.
La scintilla: il 1994. Il genocidio dei tutsi in Ruanda ha esportato la guerra in Congo. I campi profughi di Goma ospitavano insieme civili e autori del genocidio; il nuovo governo ruandese li ha considerati una minaccia e ha invaso il Congo nel 1996. Da allora ogni ciclo di guerra nell'est riprende gli stessi temi: i tutsi congolesi che si sentono minacciati, gli hutu armati che il Ruanda vuole neutralizzare, i popoli locali che vedono negli uni e negli altri degli stranieri che prendono la terra.
La bandiera: autodifesa e sovranità. Ognuno combatte in nome di una protezione. L'M23 dice di difendere i tutsi congolesi; il Ruanda dice di difendersi dalle FDLR; Kinshasa e le milizie Wazalendo dicono di difendere la sovranità nazionale contro un invasore. Secondo gli esperti ONU, però, l'obiettivo del Ruanda nel 2025 era conquistare territorio più che neutralizzare le FDLR (Africanews, cit.); e secondo la missione d'inchiesta dell'ONU tutte le parti, compreso l'esercito congolese, hanno commesso possibili crimini di guerra (analisi del sito).
Il moltiplicatore esterno: i minerali. Una guerra che dura da trent'anni ha bisogno di soldi e di armi. Nel Kivu i soldi vengono soprattutto dalle miniere. La sezione seguente documenta chi compra, chi trasporta e chi tratta l'accesso a questi minerali.
A chi giova
Documentiamo interessi dichiarati o verificabili, non moventi. Se un attore nega, lo diciamo.
Il Ruanda e l'M23. Secondo gli esperti ONU, il coinvolgimento militare ha dato al Ruanda accesso a minerali, terra agricola e influenza politica nell'est del Congo (Africanews, cit.). L'M23 tassa il 15% del valore del coltan comprato dai minatori di Rubaya; secondo gli investigatori ONU il minerale passa per Goma e Bukavu fino in Ruanda, dove viene mescolato al coltan ruandese per nasconderne l'origine prima dell'esportazione verso l'Asia (Daily Maverick, cit.). Le esportazioni minerarie del Ruanda sono passate da 772 milioni di dollari nel 2022 a 1,1 miliardi nel 2023, e un ricercatore dell'International Peace Information Service sostiene che la geologia del Ruanda non permette di estrarre quanto esporta (Euronews). Kigali nega di sostenere l'M23.
Il governo di Kinshasa usa le stesse risorse come moneta diplomatica. Nel dicembre 2025 ha firmato con gli Stati Uniti un partenariato strategico che dà alle aziende americane un diritto di prima offerta sui progetti minerari strategici e sui minerali esportati, e prevede di portare verso il corridoio di Lobito, in Angola, una parte crescente delle esportazioni di rame e cobalto (IEA). Avvocati congolesi hanno presentato un ricorso costituzionale contro l'intesa, che secondo loro avrebbe richiesto l'approvazione del Parlamento (analisi del sito).
Gli Stati Uniti hanno mediato gli accordi di pace e, insieme, quello minerario: Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti avrebbero ottenuto «molti diritti minerari» dal Congo (stessa fonte). Hanno anche sanzionato l'esercito ruandese, il 2 marzo 2026 (HRW, cit.).
La Cina è il primo acquirente dei minerali congolesi: il cobalto delle miniere di proprietà cinese viene raffinato in Cina (IISD, cit.). Il grande accordo del 2008 «infrastrutture in cambio di minerali», rinegoziato nel 2024, prevede circa 7 miliardi di dollari di strade e opere pubbliche in cambio del rame e del cobalto della joint venture Sicomines, controllata al 68% da aziende cinesi (Mining.com, da Reuters). Secondo un'analisi indipendente, la Cina vende armi sia al Ruanda sia all'esercito congolese (vedi «Minerali per sicurezza»).
L'Unione europea ha firmato nel febbraio 2024 un memorandum con il Ruanda per assicurarsi forniture di materie prime critiche, tra cui il tantalio, e ha destinato al Ruanda oltre 900 milioni di euro del programma Global Gateway. Il Belgio ha chiesto di sospendere l'accordo; la Commissione ha risposto che serve proprio a rendere tracciabili i minerali (Euronews, cit.).
L'Uganda e il Burundi. Durante la seconda guerra l'Uganda ha occupato l'Ituri e le sue esportazioni d'oro sono più che raddoppiate (HRW, cit.); oggi combatte l'ADF in territorio congolese insieme all'esercito di Kinshasa. Il Burundi combatte nel Sud Kivu anche per colpire i propri ribelli (EWN, cit.).
Kabila e l'opposizione armata. Kabila ha governato per 18 anni; oggi, condannato a morte, si è unito alla ribellione armata. Il suo partito definisce la condanna politica (AP, cit.). La guerra decide anche chi governerà Kinshasa dopo il 2028.
Chi interviene da fuori
- Stati Uniti e Qatar. Due processi paralleli: a Washington tra RD Congo e Ruanda (neutralizzazione delle FDLR e ritiro delle truppe ruandesi), a Doha tra governo e M23 (cessate il fuoco, prigionieri, ritorno dei profughi) (Al Jazeera). Il 13 ottobre 2026 l'inviato ONU per i Grandi Laghi, Huang Xia, ha detto al Consiglio di sicurezza che la diplomazia ha fatto «progressi notevoli» ma che la situazione sul terreno «ha continuato a peggiorare» (Al Jazeera).
- Unione africana. Un gruppo di facilitatori, tra cui gli ex presidenti Uhuru Kenyatta (Kenya) e Mokgweetsi Masisi (Botswana), ha incontrato le parti a Goma e a Kigali il 5 e 6 ottobre 2026 (Al Jazeera).
- ONU. La missione di pace è stata prevista dagli accordi di Lusaka del 1999 (EBSCO, cit.) e oggi si chiama MONUSCO. Il Consiglio di sicurezza l'ha prorogata fino al 20 dicembre 2026 (Le360, cit.).
Il costo umano. Nessuno conta i morti della guerra in corso. Nella sola presa di Goma, nel gennaio 2025, sono morte quasi 3.000 persone (VOA, cit.). Gli sfollati interni sono 5,6 milioni e i rifugiati congolesi nei Paesi africani 1,25 milioni (UNHCR, dati di febbraio-marzo 2026). Oltre 26,5 milioni di persone, quasi un congolese su quattro, non riescono a soddisfare i bisogni alimentari di base, secondo l'IPC (FAO e PAM). Il piano umanitario ONU per il 2026 chiede 1,4 miliardi di dollari per 7,3 milioni di persone, su quasi 15 milioni che hanno bisogno di aiuto (OCHA).
Diritto internazionale
I trattati. Secondo la banca dati dell'Università del Minnesota (HRL Minnesota) e la Corte penale internazionale, la RD Congo:
- è parte della Convenzione sul genocidio dal 1962;
- è parte delle Convenzioni di Ginevra dal 1961 e dei due Protocolli aggiuntivi dal 1982 e dal 2002;
- è parte dello Statuto di Roma dal 2002: la Corte penale internazionale può quindi giudicare i crimini commessi sul suo territorio;
- è parte della Convenzione contro la tortura dal 1996.
Il Ruanda, l'Uganda e il Burundi sono vincolati dal diritto internazionale come il Congo; l'M23, l'ADF e le milizie, come gruppi armati, sono vincolati dal diritto umanitario come gli eserciti.
**La Corte penale internazionale.** Il Congo ha deferito la propria situazione alla Corte nel 2004. Le condanne finora riguardano tutte l'Ituri del 2002-2003: Thomas Lubanga (2012, 14 anni, per i bambini soldato), Germain Katanga (2014, 12 anni) e Bosco Ntaganda (2019, 30 anni). Il mandato contro Sylvestre Mudacumura, capo militare delle FDLR, emesso nel 2012, non è mai stato eseguito (CPI). Sui crimini nel Nord Kivu dal 2022 la procura ha aperto un esame su richiesta dello stesso governo congolese (analisi del sito).
**La Corte internazionale di giustizia.** C'è un precedente diretto. Nel 2005 la Corte ha stabilito che l'Uganda aveva violato il divieto dell'uso della forza occupando l'Ituri e sostenendo gruppi armati; nel 2022 l'ha condannata a pagare 325 milioni di dollari, in cinque rate da 65 milioni: 225 per i danni alle persone, 40 ai beni, 60 alle risorse naturali saccheggiate, tra cui oro, diamanti e legname (ONU Ginevra). Il 26 giugno 2026 la RD Congo ha portato davanti alla Corte il Ruanda, accusandolo di trent'anni di abusi nell'est dal 1996 a oggi (Jurist). Il caso è appena cominciato: nessuna responsabilità è stata accertata. Ne abbiamo scritto in «La RDC porta il Ruanda davanti alla Corte».
Le responsabilità degli altri. Il diritto internazionale non riguarda solo chi combatte:
- l'articolo 1 comune alle Convenzioni di Ginevra obbliga tutti gli Stati a far rispettare il diritto umanitario: vale per chi arma l'M23 come per chi arma le FDLR e le milizie Wazalendo;
- la sovranità permanente di un popolo sulle proprie risorse naturali, affermata dall'ONU nel 1962 e dall'articolo 1 dei due Patti sui diritti umani, è il criterio con cui giudicare gli accordi che scambiano minerali con sicurezza (vedi «Minerali per sicurezza»);
- chi compra minerali da zone di guerra ha obblighi di verifica della provenienza: è il senso del memorandum UE-Ruanda secondo la Commissione, ed è il punto su cui lo contestano i critici (Euronews, cit.).
Cronologia
| Anno | Fatto |
|---|---|
| Prima del 1885 | Regni del Kongo, luba e lunda; tratta degli schiavi verso l'Atlantico e l'Oceano Indiano |
| 1885 | Conferenza di Berlino: nasce lo Stato libero del Congo di Leopoldo II |
| 1908 | Il Congo diventa colonia belga |
| 1960 | Indipendenza (30 giugno); secessione del Katanga |
| 1961 | Uccisione di Patrice Lumumba |
| 1965 | Colpo di Stato di Mobutu (24 novembre) |
| 1971 | Il Paese diventa «Zaire» |
| 1981 | Legge sulla cittadinanza: i banyarwanda perdono la nazionalità |
| 1994 | Genocidio in Ruanda; centinaia di migliaia di profughi hutu a Goma |
| 1996-1997 | Prima guerra del Congo; Laurent-Désiré Kabila rovescia Mobutu |
| 1998-2003 | Seconda guerra del Congo, con fino a nove eserciti stranieri |
| 2001 | Laurent-Désiré Kabila ucciso; gli succede il figlio Joseph |
| 2004 | Il Congo deferisce la propria situazione alla CPI |
| 2005 | La CIG condanna l'Uganda per l'occupazione dell'Ituri |
| 2006 | Prime elezioni libere |
| 2012 | Nasce l'M23 |
| 2019 | Tshisekedi presidente |
| 2021 | L'M23 riprende le armi |
| 2022 | La CIG fissa a 325 milioni di dollari le riparazioni dell'Uganda |
| 2024 | L'M23 prende Rubaya (aprile); memorandum UE-Ruanda sui minerali (febbraio) |
| 2025 | L'M23 prende Goma (gennaio) e Bukavu (febbraio); accordi di Washington (giugno, dicembre) e di Doha (novembre); Kabila condannato a morte (settembre); presa di Uvira (dicembre) |
| 2026 | Sanzioni USA all'esercito ruandese (marzo); Ebola nell'Ituri (maggio); ricorso alla CIG contro il Ruanda (giugno); legge sul referendum (luglio); tabella di marcia concordata in Svizzera (agosto); Kabila alla guida del FRN (ottobre) |
Registro delle modifiche
- 22 ottobre 2026: prima versione.
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