NOTIZIA
Un miliardo di dollari nonostante le sanzioni: come l'Iran continua a finanziare Hezbollah, Hamas e gli Houthi
18 luglio 2026 — Iran / Libano / Yemen
Il contesto
Da anni, ogni volta che un razzo Houthi colpisce una nave nel Mar Rosso, o Hezbollah minaccia il nord di Israele, la domanda che segue è sempre la stessa: chi paga tutto questo? La risposta, documentata da anni di indagini finanziarie americane, non è mai cambiata: Teheran. Quello che è cambiato, nel novembre 2025, è la cifra che un alto funzionario del Tesoro USA ha messo nero su bianco — e che mostra quanto quel finanziamento resista, nonostante decenni di sanzioni pensate apposta per bloccarlo.
I fatti
Il 9 novembre 2025 John Hurley, sottosegretario al Tesoro USA per il terrorismo e l'intelligence finanziaria, ha dichiarato che l'Iran è riuscito a far arrivare a Hezbollah circa un miliardo di dollari nel solo 2025, aggirando un pacchetto pesante di sanzioni occidentali. Non è un caso isolato: secondo l'Atlantic Council, Teheran fornisce da anni oltre 700 milioni di dollari l'anno a Hezbollah e fino a 100 milioni l'anno a Hamas e ad altri gruppi armati palestinesi. Il Dipartimento di Stato americano, nel suo rapporto ufficiale sul terrorismo del 2022, scrive che l'Iran garantisce a Hezbollah "la maggior parte del suo finanziamento, addestramento, armi ed esplosivi." Nel dicembre 2023 il Tesoro USA ha sanzionato una rete che faceva arrivare decine di milioni di dollari, ricavati dalla vendita di petrolio iraniano, dalla Forza Qods dei Guardiani della Rivoluzione fino agli Houthi in Yemen — la stessa milizia che da mesi minaccia il traffico commerciale nel Mar Rosso.
Il denaro non è l'unica cosa che viaggia da Teheran verso questi gruppi. Secondo un rapporto del Congresso USA, Hezbollah riceve dall'Iran anche addestramento, esplosivi e armi che transitano attraverso la Siria — e a sua volta fornisce armi e addestramento agli Houthi, con comandanti di Hezbollah che avrebbero assistito direttamente la campagna Houthi contro le navi nel Mar Rosso. È una catena, non un rapporto isolato tra due soli attori.
L'Asse della Resistenza non è un blocco religioso — è una rete tenuta insieme dalla convenienza
Vale la pena capire cos'è davvero l'"Asse della Resistenza", perché non è l'alleanza confessionale che sembra a prima vista. Hezbollah è sciita, come l'Iran: la vicinanza dottrinale è reale, e per questo rappresenta il nucleo più coeso dell'Asse. Hamas è invece sunnita — una fede diversa da quella di Teheran, con una storia di rotture pubbliche: durante la guerra civile siriana Hamas si schierò con i ribelli contro Assad, alleato di Teheran, e l'Iran per un periodo le tagliò i fondi. La ricostruzione del rapporto, dopo quella rottura, mostra che il collante non è la fede condivisa ma la convenienza reciproca contro un nemico comune. Gli Houthi, infine, sono zayditi — una branca dello sciismo distante sia da quella iraniana sia da quella di Hezbollah — e fino a pochi anni fa erano poco più che una milizia tribale periferica nello Yemen più povero. Il trasferimento mirato di tecnologia missilistica e di droni li ha trasformati nell'attore capace di minacciare una delle rotte commerciali più trafficate al mondo.
Tenere insieme sciiti, sunniti e zayditi sotto una bandiera comune richiede un collante più forte della sola fede: quel collante è la funzione che l'Asse svolge per Teheran. È lo strumento con cui l'Iran proietta potenza militare oltre i propri confini senza rischiare direttamente le proprie forze armate — combattenti che non sono ufficialmente iraniani muoiono al posto di soldati iraniani. È anche, storicamente, un deterrente: attaccare l'Iran significa rischiare una risposta su più fronti contemporaneamente, dal Libano allo Yemen. Capire questo aiuta a leggere meglio anche altri casi simili già verificati su questo sito: non è diverso, nella sostanza, da uno Stato che arma un gruppo lontano dal proprio territorio per non esporre le proprie truppe.
La posizione di Teheran e dei suoi alleati
Teheran non nega questo sostegno: lo rivendica apertamente come solidarietà politica e ideologica all'interno di quello che chiama "Asse della Resistenza". Un funzionario di Hamas, Ali Baraka, lo ha confermato in un'intervista: "l'Iran ci dà soldi e armi". Ma lo stesso funzionario ha tenuto a precisare che Hamas "non prende ordini da nessuno" — una distinzione importante, perché gli Stati Uniti stessi, pur documentando da anni il flusso di denaro e armi, hanno dichiarato di non avere prove dirette che l'Iran abbia ordinato o saputo in anticipo dell'attacco del 7 ottobre 2023. Finanziare un gruppo armato, insomma, non equivale automaticamente a comandarlo — una distinzione che vale per l'Iran come per qualunque altro sponsor.
Perché conta il test di simmetria
Questo sito ha già verificato lo stesso schema — uno Stato che finanzia, arma o lascia fare a un gruppo armato che non controlla direttamente — applicato a Israele, Stati Uniti, Russia, Turchia e Cina. L'Iran non fa eccezione: usa lo stesso meccanismo, con la stessa logica di negabilità quando le cose vanno male. La differenza, se c'è, non sta nel meccanismo ma nella sua funzione: per un governo il sostegno a un gruppo armato è una mossa tattica tra le tante; per l'Iran, il sostegno all'Asse della Resistenza è parte della propria identità politica dichiarata, non un episodio isolato.
Commento giuridico
Il finanziamento sistematico a gruppi designati come organizzazioni terroristiche da più giurisdizioni, inclusa l'elusione documentata delle sanzioni del Consiglio di Sicurezza ONU e del Tesoro USA, solleva questioni dirette di responsabilità statale per il sostegno ad attori non statali coinvolti in attacchi contro civili — un principio riconosciuto anche nella giurisprudenza della Corte Internazionale di Giustizia sul controllo e la responsabilità per le azioni di gruppi armati sostenuti da uno Stato terzo.
Notizia collegata: Israele ha permesso e incoraggiato i finanziamenti del Qatar ad Hamas per anni — lo stesso schema applicato a un altro sponsor di Hamas.
Notizia collegata: Yemen: 73 dipendenti ONU ancora detenuti arbitrariamente dagli Houthi — la stessa milizia qui finanziata da Teheran.
Fonti: dichiarazione di John Hurley, Tesoro USA (9 novembre 2025) · Dipartimento di Stato USA, Country Reports on Terrorism 2022 · Atlantic Council · Tesoro USA/OFAC (7 dicembre 2023) · Congressional Research Service · NPR