NOTIZIA
Una commissione d'inchiesta ONU accerta il deliberato targeting dei bambini palestinesi
Giugno 2026
Il fatto
Il 23 giugno 2026 la Commissione d'inchiesta internazionale indipendente sui Territori palestinesi occupati, compresa Gerusalemme Est, e Israele ha pubblicato il rapporto «The essence of childhood has been destroyed» (A/HRC/62/CRP.2). La Commissione conclude che vi sono ragionevoli motivi per ritenere che Israele continui a prendere deliberatamente di mira i bambini palestinesi, configurando genocidio e altri crimini atroci nella Striscia di Gaza e crimini di guerra in Cisgiordania. Secondo il rapporto, tra il 7 ottobre 2023 e il 7 ottobre 2025 sono stati uccisi almeno 20.179 minori e feriti 44.143 — circa il 30% delle vittime — e le uccisioni sono proseguite anche dopo il cessate-il-fuoco dell'ottobre 2025. Il documento riporta inoltre detenzione, tortura e violenza sessuale su minori, attacchi a reparti neonatali e di maternità, fame imposta dall'assedio, distruzione di scuole e orfanotrofi. Il quadro va letto accanto all'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 (1.200 morti, circa 250 ostaggi) e al bilancio complessivo della guerra, oltre 72.000 morti palestinesi. Israele ha respinto il rapporto: la sua missione a Ginevra lo ha definito una «farsa diffamatoria», affermando di adoperarsi per ridurre al minimo i danni ai bambini, respingendo con fermezza l'accusa di targeting deliberato e accusando la Commissione di ignorare le tattiche di Hamas.
Commento giuridico
La Commissione è un organo di accertamento del Consiglio dei diritti umani dell'ONU, istituito nel 2021 (ris. S-30/1): non è un tribunale e opera sullo standard dei «ragionevoli motivi». Già nel settembre 2025 aveva concluso che Israele ha commesso genocidio a Gaza, ravvisando quattro delle cinque condotte vietate dalla Convenzione sul Genocidio del 1948. Gli strumenti richiamati sono la Convenzione sul Genocidio, la IV Convenzione di Ginevra, lo Statuto di Roma e la Carta delle Nazioni Unite, oltre alla Convenzione sui Diritti dell'Infanzia. Il binario giudiziario resta distinto: la causa per genocidio Sudafrica contro Israele è pendente davanti alla Corte Internazionale di Giustizia — che nel luglio 2024 ha già dichiarato illegittima la presenza israeliana nei Territori occupati — mentre alla Corte Penale Internazionale è aperta un'indagine. L'accertamento di una commissione non equivale a una sentenza: segnala responsabilità, non le giudica.
Implicazioni
La Commissione ha rivolto raccomandazioni non solo a Israele ma a tutti gli Stati membri: garantire l'accountability, cessare i trasferimenti di armi, valutare sanzioni mirate. È qui che si misura la coerenza del diritto. Gli stessi Stati capaci di attivare strumenti rapidi e severi di fronte ad altre aggressioni sono chiamati ad applicare le medesime norme imperative anche in questo caso. Israele non ha cooperato con la Commissione, lasciando senza risposta tredici richieste di informazioni e accesso dal 2023. La distanza tra ciò che il diritto prevede sulla carta e ciò che viene fatto applicare è esattamente ciò che questa piattaforma documenta: il diritto vale per tutti, o non vale per nessuno.
Fonti: OHCHR (rapporto) · Al Jazeera · Haaretz · UN News