NOTIZIA
Droni turchi e cinesi ad Haftar: la Libia resta terreno di violazione dell'embargo ONU, ora da entrambi i lati del fronte
17 luglio 2026 — Libia
Il contesto
Da quindici anni la Libia vive sotto un embargo delle armi deciso dalle Nazioni Unite. Doveva essere lo strumento con cui la comunità internazionale toglieva benzina a una guerra civile che nel frattempo si è cristallizzata in due poli contrapposti — un governo a Tripoli, e un uomo forte, il generale Khalifa Haftar, che controlla l'est del Paese. Le immagini satellitari pubblicate all'inizio di aprile 2026 da Reuters raccontano però una storia più scomoda: quell'embargo viene aggirato ancora oggi, e non da un solo schieramento.
Il fatto
Le foto, scattate tra la fine di aprile e dicembre 2025 dalla società Planet Labs e lette da tre esperti indipendenti, mostrano droni da combattimento parcheggiati nella base aerea di Al Khadim, un centinaio di chilometri a est di Bengasi — proprio nel territorio di Haftar. Gli esperti riconoscono con buona sicurezza un drone cinese, il Feilong-1, prodotto dall'azienda di Xi'an Zhongtian Feilong, e almeno due droni turchi Bayraktar TB2, quelli della Baykar di Istanbul diventati famosi nei conflitti in Ucraina e Nagorno-Karabakh. Nello stesso periodo la base risulta ampliata con nuovi hangar, costruiti apparentemente per ospitarli.
Perché è una notizia, e perché non è banale: l'embargo che questi droni violerebbero non è un'intesa informale, ma una decisione vincolante del Consiglio di Sicurezza ONU — la risoluzione 1970, approvata all'unanimità il 26 febbraio 2011 sotto il Capitolo VII della Carta, quello riservato alle minacce alla pace. Da allora un pannello di esperti indipendenti, istituito poco dopo con la risoluzione 1973, ha il compito di controllare che l'embargo venga rispettato: la scoperta di Al Khadim è finita in una bozza del suo rapporto 2025, vista da Reuters. Interpellate dai giornalisti, né Pechino né Ankara hanno risposto; in passato la Cina aveva già negato al pannello ONU che componenti simili fossero materiale militare, sostenendo si trattasse di un modello dismesso, destinato a soccorso ed emergenze.
Perché conta il test di simmetria
Il dettaglio che rende la vicenda interessante per chi segue questo sito non è tanto la violazione in sé — le violazioni dell'embargo libico sono documentate da anni — quanto da che parte compaiono questi droni. La Turchia è nota come il principale sponsor militare del governo di Tripoli, storico avversario di Haftar: trovare droni turchi anche nella base del suo rivale complica qualsiasi lettura a blocchi contrapposti puliti, e mostra che aggirare l'embargo non è la specialità di un solo schieramento. Sul fronte di Haftar restano comunque documentati, separatamente, anche i sostegni di Russia ed Emirati Arabi Uniti, che qui non trattiamo per non mescolare episodi diversi sotto un'unica accusa.
La posizione degli accusati
Il governo cinese ha già fatto sapere, in altra sede, di ritenere non fondata l'accusa di natura militare del materiale coinvolto. Il governo turco e i due produttori, Baykar e Zhongtian Feilong, non hanno invece risposto affatto alle richieste di chiarimento — un silenzio che va segnalato come tale, senza trattarlo come un'ammissione.
Commento giuridico — giudizio dichiarato
Quindici anni di embargo, un pannello ONU dedicato a farlo rispettare, e ancora oggi droni che arrivano su entrambi i lati del fronte: è difficile non leggerci il segno di uno strumento che nella pratica libica ha finito per pesare più come dichiarazione di principio che come deterrente reale.
Notizia collegata: Israele ha permesso e incoraggiato i finanziamenti del Qatar ad Hamas per anni — lo stesso pattern di sponsorizzazione di un proxy armato, applicato a un altro sponsor.
Notizia collegata: Gli Stati Uniti hanno armato la ribellione siriana per cinque anni — lo stesso schema di sponsorizzazione di un proxy armato, applicato agli Stati Uniti.
Notizia collegata: Mali: l'esercito e i mercenari russi dell'Africa Corps compongono un cadavere a forma di svastica — lo stesso schema di sponsorizzazione di un proxy armato, applicato alla Russia.
Fonti: Reuters · Risoluzione ONU 1970 (2011) · Comitato Sanzioni ONU sulla Libia