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NOTIZIA

Taiwan, il prossimo test: la deterrenza vacilla e il precedente incoraggia Pechino

Maggio–giugno 2026 — Taipei · Washington · Pechino

«L'ultima cosa di cui abbiamo bisogno è una guerra a 9.500 miglia di distanza.» — Donald Trump, di ritorno dal vertice con Xi Jinping, maggio 2026

Il fatto

Dopo il vertice di Pechino del maggio 2026, gli Stati Uniti hanno sospeso un pacchetto di armi da 14 miliardi di dollari destinato a Taiwan (missili e sistemi di difesa aerea), che Trump ha definito una «merce di scambio»; al ritorno ha dichiarato di non volere «una guerra a 9.500 miglia», dopo che Xi aveva avvertito che gestire male la questione di Taiwan potrebbe portare al «conflitto». Intanto la leader del Kuomintang Cheng Li-wun — prima leader del KMT a visitare Pechino in un decennio, dopo l'incontro con Xi ad aprile e un saggio su Foreign Affairs di marzo («Taiwan non deve scegliere») — è in tour negli USA per promuovere la «riconciliazione» USA-Cina. (Cheng è di linea pro-unificazione e ha definito l'invasione russa dell'Ucraina una guerra difensiva provocata dalla NATO: non è una storia di vittime semplici.)

Commento giuridico

La regola che protegge Taiwan è la stessa che proteggeva il Venezuela: il divieto dell'uso della forza (art. 2(4) della Carta ONU), norma imperativa (jus cogens). Quando quella regola viene sospesa per una potenza — gli USA che catturano un capo di Stato a Caracas — si indebolisce per tutte, e Pechino prende nota. Una «riunificazione» imposta con la forza sarebbe aggressione secondo lo stesso identico standard: il precedente la rende più pensabile, e la deterrenza occidentale che vacilla la rende più praticabile.

Implicazioni

Taiwan è il test vivo della coerenza. Chi ha condannato l'aggressione all'Ucraina ma ha giustificato — o applaudito — la cattura di Maduro ha già insegnato a Pechino la lezione: per i potenti, la regola è facoltativa. L'unica posizione coerente è identica per tutti — l'aggressione è illegittima chiunque la commetta, contro Caracas come contro Taipei. Non è sostegno a una fazione taiwanese: è fedeltà alla regola che, da sola, impedisce a ogni piccola nazione di diventare preda.

Fonti: Foreign Policy · CNN · Axios · PBS/AP · The Diplomat · SCMP

Una sintesi essenziale, solo quando un fatto lo merita.

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