NOTIZIA
Camerun: la repressione elettorale finisce in un tribunale di Parigi, mentre la crisi anglofona compie dieci anni
Luglio 2026
Il fatto
Il 12 ottobre 2025 il Camerun ha tenuto un'elezione presidenziale contestata: Paul Biya, 93 anni e al potere dal 1982, è stato proclamato vincitore. La repressione delle proteste post-elettorali ha causato almeno 23 morti secondo il collettivo della società civile «Stand up for Cameroon» (Africanews, allAfrica, consultati luglio 2026). Il 12 giugno 2026 Issa Tchiroma Bakary — ex ministro, candidato d'opposizione, oggi in esilio in Gambia — ha depositato due denunce penali presso il Tribunale giudiziario di Parigi, invocando il principio di competenza universale (fascicolo n. 26163000304). I bersagli: Paul Biya e circa venti alti funzionari, tra cui il Segretario generale della Presidenza Ferdinand Ngoh Ngoh e il Ministro dell'Amministrazione territoriale Paul Atanga Nji. Una lista separata nomina diciassette uomini in uniforme accusati di aver sparato sui manifestanti. La seconda denuncia riguarda specificamente la morte in detenzione dell'oppositore Anicet Ekané; Tchiroma cita anche la morte in carcere di Souleyman Tobi. Diverse migliaia di camerunesi resterebbero detenuti in condizioni che Tchiroma definisce illegali (Cameroon News Agency, allAfrica/RFI, consultati luglio 2026).
Il governo ha respinto l'iniziativa. Il ministro Grégoire Owona l'ha definita una ricerca di visibilità personale; il ministro delegato alla Giustizia Jean de Dieu Momo ha sollevato un argomento di sovranità, contestando la legittimità di un tribunale straniero nel giudicare le più alte autorità di uno Stato africano (dichiarazioni riportate da RFI/allAfrica, Guardian Post Cameroon, consultate luglio 2026).
Sullo sfondo, dal 2016 è in corso nelle regioni anglofone del Nord-Ovest e Sud-Ovest un conflitto armato tra governo e gruppi separatisti ambazoniani: oltre 6.500 morti, circa 900.000 sfollati interni (International Crisis Group, consultato luglio 2026). Il rapporto BTI 2026 documenta un uso indiscriminato della violenza da parte delle forze governative, inclusa la distruzione di interi villaggi e casi di stupro e tortura; i gruppi separatisti sono a loro volta accusati di rapimenti a scopo di riscatto, estorsioni e attacchi contro civili ritenuti collaborazionisti (BTI 2026 Cameroon Country Report, consultato luglio 2026). Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha dedicato al Camerun una sola riunione dal 2019 a oggi (Global Centre for the Responsibility to Protect, consultato luglio 2026).
Commento giuridico
La repressione post-elettorale solleva questioni sotto il Patto internazionale sui diritti civili e politici e la Convenzione ONU contro la tortura — strumenti non ancora annotati su questo sito. Restando a quelli già cartografati qui, la Dichiarazione universale dei diritti umani (art. 19, libertà di espressione; art. 5, divieto di tortura) offre comunque un'ancora di principio. La denuncia di Tchiroma si fonda sul principio di competenza universale, riconosciuto dal diritto internazionale consuetudinario e recepito nell'ordinamento francese, che consente di perseguire crimini gravi senza legame territoriale con lo Stato del foro. Il conflitto anglofono ricade invece sotto l'articolo 3 comune alle Convenzioni di Ginevra, applicabile a entrambe le parti in un conflitto armato non internazionale.
Implicazioni — test di simmetria
Sul conflitto anglofono il test di simmetria regge pienamente: violenza indiscriminata e distruzione di villaggi da parte statale, rapimenti ed estorsioni da parte separatista — nessuno dei due esce pulito. Sulla repressione elettorale non esiste una «controparte armata» da giudicare allo stesso modo, ma lo strumento giuridico invocato — la competenza universale — è per costruzione neutro rispetto a chi lo subisce: si applicherebbe allo stesso modo a qualunque governo, non solo a quello camerunese.
Fonti: Africanews · allAfrica/RFI · Cameroon News Agency · International Crisis Group · BTI 2026 Cameroon Country Report · Global Centre for R2P