ATTUALITÀ

Kallas e Stark Logistics: la bussola morale degli altri

27 settembre 2026 — Estonia / Unione europea

«In guerra tutto è bianco o nero, e bisogna chiaramente scegliere da che parte stare.» — Kaja Kallas, conferenza stampa del governo estone, 21 aprile 2022

Il 23 agosto 2023 la televisione pubblica estone ERR rivelò che Stark Logistics, società di trasporti partecipata indirettamente da Arvo Hallik, marito dell'allora prima ministra Kaja Kallas, aveva continuato a consegnare merci in Russia dopo l'invasione su larga scala dell'Ucraina. Il Servizio di sicurezza interna estone ha concluso che le sanzioni non erano state violate. Il problema non è giuridico ma di coerenza: Kallas era, e oggi da Alta rappresentante dell'Unione europea resta, uno dei volti della linea che chiede di recidere i legami economici con Mosca.

Le parole

Il 21 aprile 2022, in conferenza stampa di governo, Kallas affermò che in guerra bisogna scegliere da che parte stare e che la maggior parte delle imprese ha una bussola morale. Nell'agosto 2023, dopo le rivelazioni, ribadì che ogni commercio con la Russia deve cessare finché dura la guerra di aggressione.

Fatti

Hallik è l'unico socio di Novaria Consult, che deteneva il 24,8% di Stark Logistics e il 30% di Stark Warehousing. Nella dichiarazione degli interessi pubblicata nel giugno 2023, Kallas risultava aver prestato 350.000 euro a Novaria Consult; secondo ERR parte della somma era stata investita in Stark Warehousing. Secondo Hallik, il prestito è stato restituito a rate nel corso del 2023.

Stark trasportava in Russia lattine per aerosol e contenitori metallici per un unico cliente, Metaprint, azienda estone con uno stabilimento in Russia. Secondo il quotidiano Eesti Päevaleht, ripreso da ERR, dal febbraio 2022 ne aveva ricavato circa 1,5 milioni di euro: 1,1 milioni nel 2022 e quasi 475.000 euro fino ad agosto 2023. Martti Lemendik era azionista di maggioranza sia di Stark Logistics sia di Metaprint. Secondo le stime riportate da ERR, dall'invasione all'agosto 2023 Metaprint ha venduto in Russia merci per un valore tra 17 e 30 milioni di euro.

La difesa e i suoi limiti

Stark e Kallas sostennero che la società stesse solo aiutando un cliente estone a chiudere l'attività in Russia, nel rispetto delle sanzioni. Nei fatti, nel settembre 2023 Metaprint vendette la propria controllata russa per 18,6 milioni di euro: non la chiuse. Il 24 agosto 2023 l'amministratore di Stark, Kristjan Kraag, riconobbe che molti consideravano immorale ciò che l'azienda aveva ritenuto corretto, e annunciò la fine dei trasporti verso la Russia per settembre.

Kallas dichiarò di non essere coinvolta negli affari del marito e di non aver mai discusso con lui lo scopo del prestito. Il 4 settembre, davanti alla commissione anticorruzione del Parlamento estone, non seppe indicarne la data. Hallik annunciò la vendita della quota in Stark Logistics e le dimissioni da direttore finanziario e dal consiglio di amministrazione; mantenne invece la quota in Stark Warehousing. Nei sondaggi dell'epoca la maggioranza degli estoni ne chiedeva le dimissioni, e il presidente Alar Karis disse che personalmente le avrebbe preferite. Kallas rimase in carica con il sostegno della coalizione.

Implicazioni — test di simmetria

Verso le imprese, il criterio invocato era morale: scegliere da che parte stare, anche oltre ciò che la legge impone. Verso la società del marito, il criterio è diventato tecnico: nessuna sanzione violata, contratti preesistenti, uscita ordinata dal mercato. Alle aziende private Kallas non ha imposto nulla oltre le sanzioni: ha esercitato pressione pubblica e morale. È proprio questo il punto. Quella pressione non è stata applicata dove lei aveva un interesse diretto.

Il test di simmetria vale anche nell'altra direzione. Da Alta rappresentante, Kallas ha presentato dieci opzioni di misure contro Israele, tra cui lo stop alle importazioni dalle colonie, che gli Stati membri non hanno adottato; e questo sito ha documentato come le sanzioni al ministro Ben Gvir siano state bloccate per mancanza di unanimità. La coerenza non si giudica una volta per tutte: si misura caso per caso, con lo stesso metro. In questo caso, il metro usato per gli altri non è stato usato per casa propria.

Ciò che resta aperto

Kallas aveva prestato denaro alla società del marito che deteneva le quote di Stark. Sapeva che quella rete consegnava in Russia mentre lei chiedeva agli altri di smettere? La versione ufficiale è no, e nessun documento pubblico dimostra il contrario. La domanda, però, non ha mai ricevuto una risposta verificabile, a partire dalla data di un prestito che la stessa prestatrice non ha saputo indicare.

«Qualcosa di nuovo»

Settembre 2025, conferenza dell'Istituto dell'Unione europea per gli studi sulla sicurezza. Commentando le celebrazioni di Pechino per l'80° anniversario della fine della Seconda guerra mondiale, Kallas, ormai Alta rappresentante, definì «qualcosa di nuovo» l'idea che Russia e Cina abbiano vinto la guerra contro il nazismo, lamentando che oggi si legga e si ricordi poco la storia. L'Unione Sovietica, di cui la Russia è il principale Stato successore, ha subito oltre 20 milioni di morti; la Cina ne dichiara un numero analogo nella guerra contro il Giappone. Si può contestare l'uso propagandistico che Mosca e Pechino fanno di quella vittoria. Negarne il ruolo di vincitori è un'altra cosa. Gran parte della polemica è stata amplificata da media statali cinesi e da siti filorussi; il fatto resta documentato.

Fonti: ERR 23/8/2023 · ERR 24/8/2023 · ERR / Eesti Päevaleht 2023 · ERR 2023 (Metaprint) · ERR 2023 (Kallas) · ERR 9/4/2024 · Estonian World 24/8/2023 · Bloomberg 25/8/2023 · Euronews 25/8/2023 · Euronews 14/7/2025 · EADaily 4/9/2025 · Responsible Statecraft 12/9/2025

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