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NOTIZIA

Albania, il parere della CGUE: «legittimi, ma i diritti vanno garantiti»

11 giugno 2026 — Lussemburgo

«Gli Stati restano liberi di collocare i centri in Albania» — ma resta non comprovato il rispetto degli standard minimi di trattamento. (Parere AG Laila Medina)

Il fatto

L'11 giugno 2026 l'Avvocata Generale della Corte di giustizia UE, Laila Medina, ha depositato il proprio parere sul caso di due migranti detenuti nei centri italiani in Albania, rinviato dalla Corte d'appello di Roma. Conferma che collocare i centri in Albania è legittimo, ma che non è dimostrato il rispetto degli standard minimi di trattamento previsti dal diritto UE. È il secondo parere dopo quello, più favorevole, di aprile 2026.

Commento giuridico

Il parere dell'Avvocato Generale non vincola i giudici: la sentenza definitiva è attesa nei prossimi mesi e potrebbe ribaltarlo. Resta in vigore la sentenza CGUE del 1° agosto 2025 (cause C-758/24 e C-759/24), che ha limitato la designazione dei «Paesi sicuri». Lo status dello schema albanese è quindi conteso, non acquisito.

Implicazioni

I centri, operativi dall'ottobre 2024, sono rimasti di fatto vuoti per gli stop dei giudici. Per i critici lo schema viola il diritto d'asilo, crea un buco di responsabilità e solleva un problema di sovranità.

Fonti: Eunews · Global Detention Project · InfoMigrants

Una sintesi essenziale, solo quando un fatto lo merita.

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